Botte, spaccio di droga e rapina: in carcere un ultrà del Chieti calcio

20 Marzo 2021

CHIETI. Poco più di sei mesi fa, per la precisione lo scorso 14 settembre, aveva patteggiato un anno di reclusione per l’inchiesta Tallone d’Achille, l’operazione che ha svelato un maxi giro di...

CHIETI. Poco più di sei mesi fa, per la precisione lo scorso 14 settembre, aveva patteggiato un anno di reclusione per l’inchiesta Tallone d’Achille, l’operazione che ha svelato un maxi giro di cocaina gestito principalmente da ultrà degli Ottantanove Mai Domi, la tifoseria organizzata del Chieti calcio. Due giorni fa, Fabio Cavallucci, 35 anni, residente a Ripa Teatina, è finito in carcere. Ad arrestarlo sono stati i poliziotti della squadra mobile, coordinati dal commissario Nicoletta Giuliante: l’uomo sconterà, nella casa circondariale di Lanciano, una condanna definitiva a 2 anni, 9 mesi e 14 giorni di reclusione per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, rapina, violenza privata e lesioni personali. L’ordine di carcerazione è stato emesso dalla procura della Repubblica di Chieti.
Il 3 settembre del 2019, nei confronti di Cavallucci era scattato l’obbligo di dimora nell’ambito del blitz di squadra mobile e guardia di finanza per sgominare un gruppo criminale che, così raccontavano le carte dell’inchiesta, spacciava un fiume di cocaina con la protezione di «vedette», anche minorenni, che segnalavano l’arrivo delle forze dell’ordine. La banda aveva quartier generale a Chieti Scalo, dentro il pub The wanted e il ristorante Bulldozer: le dosi venivano vendute persino allo stadio, durante le partite della domenica. Ma la maxi operazione aveva consentito di sgominare anche altri due gruppi: uno capeggiato da albanesi, con base operativa in una tenuta agricola di Bucchianico, e l’altro di stanza a Pescara.
L’accusa di rapina è invece legata a un episodio avvenuto il 4 gennaio del 2011: insieme a due complici, in base alle indagini, picchiò e derubò un giovane teatino portandogli via 90 euro e un cellulare. «L’arrestato», spiegano dalla questura, «anche in concorso con altri, si è reso responsabile di episodi di violenze e aggressioni nei confronti di tifosi di altre squadre di calcio». Come quando, nel 2012, è stato accusato di aver inseguito un’auto con all’interno una ragazza e il fratello minorenne con una bandiera e una sciarpa del Pescara. «Già avvisato oralmente dal questore di Chieti», conclude la polizia, «nel 2019 è stato anche sottoposto al provvedimento di Daspo», ovvero il divieto di accedere alle manifestazioni sportive. (g.let.)
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