Bottigliate agli agenti, fermato con il taser

È la seconda volta in 3 giorni che i poliziotti della Volante utilizzano in città la pistola a impulsi elettrici
CHIETI. Una scarica elettrica per fermare gli esagitati che mettono a rischio la sicurezza propria e degli altri. Martedì sera, per la seconda volta in tre giorni, la squadra volante di Chieti ha usato il taser per bloccare un uomo di 63 anni che aveva appena ferito un agente con una bottigliata di vetro alla testa. Domenica scorsa, nel cuore della notte, i poliziotti avevano immobilizzato – sempre con la pistola elettrica – un albanese di 42 anni che, dopo aver minacciato il suicidio gettandosi dalla finestra di un hotel, sotto l’effetto di droga e alcol, rischiava di scagliarsi contro i presenti. L’arma, non letale, è in dotazione alla polizia di Stato teatina dallo scorso 23 maggio.
Ma torniamo a due giorni fa. In serata il 63enne, che soffre di problemi psichici, è andato in escandescenze all’interno della sua abitazione. I vicini di casa lo hanno sentito mentre gridava a più non posso e scaraventava oggetti. A quel punto, temendo gravi conseguenze, hanno telefonato ai familiari dell’uomo, che sono arrivati sul posto. Gli stessi parenti, considerando che il congiunto era completamente fuori controllo e non accennava a calmarsi, hanno deciso di allertare il 118. A distanza di poco tempo, davanti all’appartamento, è giunta l’ambulanza. Ma neanche questo intervento è stato sufficiente per fermare la furia del paziente, che ha assunto un atteggiamento violento nei confronti di medico e infermiere. Per evitare il peggio, è partita la telefonata al 113. Alla vista degli agenti, il 63enne ha iniziato a lanciare bottiglie di vetro e bicchieri verso i presenti, colpendo alla testa uno dei poliziotti.
Gli uomini della Volante hanno deciso di azionare il taser per bloccare l’uomo, che è stato poi trasportato in ospedale con l’ambulanza e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, come già avvenuto in passato. L’agente rimasto ferito è stato costretto a farsi medicare in pronto soccorso: secondo i medici, guarirà in una settimana. (g.let.)

