Brecciarola va in buca Un maestro insegna a 24 aspiranti golfisti

Il giudice arbitro De Gemini tiene a battesimo le 18 buche E patron D’Aurelio invita la città a visitare l’impianto
CHIETI. Piccoli golfisti crescono, nella speranza che diventino campioni in un futuro non lontano sui campi di golf di casa nostra. Va subito precisato che l'uso del termine "piccolo" si riferisce non all'età, ma al fatto che si sta parlando di 24 aspiranti giocatori, giovani ed anche meno giovani, che domenica, dalle 9,30 alle 16 hanno partecipato, sui campi dell’Adriatico Golf Club di Brecciarola, ad un corso sulle regole del gioco che rappresenta un passaggio obbligato per poter accedere a gare ufficiali. Il corso è stato tenuto, per conto della Federazione Italiana del Golf, dal giudice arbitro Enrico De Gemini che ha spiegato, prima in un salone appositamente attrezzato e poi sul verde del campo di gioco tutto ciò che si deve sapere sul golf e su come praticarlo.
«Il corso- dice Pietro Bruni, responsabile tecnico del campo di Brecciarola- è stato seguito con vero entusiasmo e la numerosa partecipazione è un bel segnale anche per noi. Una volta abilitati i corsisti potranno partecipare a gare ufficiali, e questo è certamente un traguardo importante ed anche impegnativo».
E' già in previsione, a fine estate, un altro corso che potrà dare l'abilitazione alle gare ad altri partecipanti. Sulla bella collina, tra la Maiella e il Gran Sasso, un balcone sulla Val Pescara, ormai predomina il verde. «Le 18 buche sono terminate- dice con orgoglio Goffredo D'Aurelio, l'imprenditore a cui si deve la trasformazione, anche la rinascita del club che sembrava destinato a rappresentare l'ennesimo esempio di spreco - ora tocca solo alla natura darci una mano, per far sì che si completi l'inerbimento di tutti i percorsi che portano alle 18 buche».
In effetti molta parte del percorso presenta già un verde intenso: con l'arrivo del bel tempo sarà presto tutto completato. Per luglio il golf a Brecciarola avrà a disposizione una eccellente struttura, sia dal punto di vista tecnico che ambientale, perché il luogo è davvero splendido.
«Il campo- spiega ancora Bruni- presenta da un punto di vista tecnico interessanti e impegnative particolarità, con diversi ostacoli, a partire dai laghetti naturali. Potrà essere un teatro eccezionale per gare di grande livello anche internazionale». Si respira entusiasmo, oltre alla buona aria che c'è in questo luogo, perché «c'è condivisione del progetto che sto portando avanti da parte di tutti- dice D'Aurelio - e questo lo considero già un ottimo risultato. Senza una squadra compatta, come la lunga militanza del mondo del ciclismo mi ha insegnato, è difficile arrivare al risultato, anche al più dotato dei campioni. L'Adriatico Golf Club dovrà essere, come l'ho pensato dall’inizio, un punto di aggregazione, dove devono trovare spazio non solo i campioni ma anche coloro che vogliono passare una giornata diversa immersi nella natura».(g.d.t.)

