Brignano, la battuta sul Marrucino non fa ridere la città

7 Novembre 2015

Il comico paragona il teatro al... fondoschiena di un gatto Insorge anche Di Paolo che denuncia il silenzio del sindaco

CHIETI. Sul teatro Marrucino, dopo il sold-out di ieri sera per l’opera Madame Butterfly che verrà replicata domani, piove l’invettiva del comico Enrico Brignano. Ma è una battuta che non fa ridere il Cda del teatro. Brignano, in occasione dell’inaugurazione della stagione artistica del Teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila, avrebbe criticato alcuni lavori, non strutturali, effettuati nel teatro teatino (dove ad onor del vero sono state soltanto riqualificate un centinaio di sedie dei palchi), a suo dire “a culo di gatto” facendo intendere, tra le altre cose, che il Marrucino sia gestito da persone che non conoscono il teatro. Apriti cielo. Il leader di Giustizia sociale Bruno Di Paolo, il primo a denunciare l’accaduto passato nel silenzio in città, attacca il Comune e il sindaco. «Di Primio si è sempre autodefinito paladino della teatinità e vorrei capire come mai non ha proferito verbo in merito ad insinuazioni- spiega Di Paolo- che offuscano il buon nome del teatro Marrucino di Chieti, la punta di diamante dell’offerta culturale del capoluogo teatino». L’uscita del comico romano, che ha origini abruzzesi in quanto la madre dell’artista è nata in provincia di Chieti, ha fatto sobbalzare anche l’intero consiglio d’amministrazione del teatro presieduto dall’avvocato Cristiano Sicari che non le manda a dire. «Sinceramente dubito che Brignano possa aver detto queste cose. Nel caso fosse vero non potrei che attribuire a questa affermazione, priva di qualsiasi stile, il valore di enorme sciocchezza. Non ricordo- afferma Sicari- quando Brignano è venuto l’ultima volta al Marrucino. Forse l’altra sera era stanco e si è confuso con qualche altro teatro. Mi aspetto una smentita ufficiale dell’artista». Quest’estate Brignano si è esibito all’anfiteatro della Civitella gremito in ogni ordine di posto per uno spettacolo in cui non ha perso occasione per apprezzare le tante bellezze architettoniche e culturali di Chieti. Ma, a quanto pare, il teatro Marrucino non rientrava tra le eccellenze esaltate stando alla pesante dichiarazione attribuita all’attore che non è sfuggita al capogruppo di Giustizia sociale. «E’ strano che a Chieti l’eco delle parole al veleno del bravo artista romano siano passate nel silenzio più totale del cda e dell’onorevole Fabrizio Di Stefano, fino a qualche mese fa consigliere comunale delegato al Marrucino. Ci troviamo di fronte ad un fatto grave - sostiene Di Paolo- che voglio sollevare per l’amore profondo che mi lega alla mia città. Chiedo che si faccia chiarezza. Se poi gli “schiaffi” di Brignano sono mossi da dati oggettivi, il sindaco Di Primio e i vertici del teatro spiegassero subito cosa è stato fatto per il buon nome della massima istituzione culturale della nostra città».