Bruciati quindici ettari di bosco E adesso è caccia al piromane

13 Luglio 2021

Il rogo divampato a Vallaspra domato dopo ottanta lanci di acqua con 4 Canadair in azione La rabbia del sindaco Borrelli: «Le fiamme appiccate da qualcuno, speriamo di trovarlo subito»

ATESSA. Spento l’incendio divampato domenica pomeriggio a Fonte Campana, zona Vallaspra, sono andati in fumo 15 ettari di bosco. Per avere la meglio sulle fiamme sono dovuti intervenire 4 Canadair alzatisi in volo da Ciampino, oltre a diverso personale che ha operato da terra. Ingenti i danni all’ambiente e anche alle casse dello Stato. Anche negli anni passati nella stessa zona e negli stessi periodi dell’anno si sono verificati incendi con caratteristiche simili.
Il sindaco Giulio Borrelli rivolge un appello al comandante provinciale del gruppo carabinieri forestali, il tenente colonnello Tiziana Altea, e al capitano Alfonso Venturi comandante la compagnia di Atessa: «Adesso indagini certe e continue per assicurare alla giustizia il piromane».
L’incendio si è propagato alle 12.30 di domenica, subito è stata chiara la difficoltà delle operazioni di spegnimento considerato che la zona è impervia. Un’altra caratteristica simile ai roghi del passato è il periodo di siccità e la presenza di un vento insistente. Il piromane conosce luoghi e caratteristiche metereologiche affinché le fiamme si propaghino con velocità. Ieri pomeriggio rimanevano ancora pochi sbuffi di fumo ed è questo il motivo che sul posto hanno continuato ad agire uomini della protezione civile Silvio Spaventa di Atessa e vigili del fuoco: a loro è spettato il compito di effettuare dei solchi tagliafuoco e vigilare su eventuali ripartenze. Le forze antincendio che operano dall’alto erano allertate. Sono intervenute anche squadre dell’Enel che hanno ripristinato le linee elettriche interrotte domenica pomeriggio a cause delle fiamme. Domenica l’azione è stata corale. Oltre ai quattro Canadair, che hanno effettuato una ottantina di lanci, sono intervenute diverse squadre di vigili del fuoco da Lanciano e Casoli, unità di protezione civile di Atessa, volontari, carabinieri e polizia urbana. Sul posto è stato presente il sindaco Borrelli (che si è tenuto in contatto costante con Mauro Casinghini, direttore protezione civile Abruzzo, e con i responsabili nazionali) e le operazioni sono state coordinate dal dos (direttore delle operazioni di spegnimento) dei vigili del fuoco Giuseppe Tedesco.
Per quanto riguarda le cause Borrelli è esplicito: «Un brutto incendio appiccato da qualche mascalzone. Individuare il responsabile non sarà facile, come al solito, ma bisogna provarci con maggiore determinazione rispetto al passato. Non possiamo trascorrere le estati in questo modo. Ho sollecitato indagini congiunte, continuative e approfondite. Il fascicolo va ripreso. Bisogna tener presente che fenomeni di questo tipo producono un grave danno al patrimonio ambientale e uno anche grave alle casse dello Stato. Le cifre per l’azione congiunta di quattro Canadair, oltre a tutto il resto, non sono proprio bazzecole. Adesso è il momento di fermare questo piromane».