Bruciato il casolare del consigliere

15 Marzo 2017

Villa Santa Maria, a fuoco la tettoia abusiva che Di Nucci stava smantellando. Gli investigatori: è doloso

VILLA SANTA MARIA. Distrutto da un incendio parte di un fabbricato agricolo, in località Ortantonio, appartenete a Domenico Di Nucci, consigliere comunale di maggioranza, già assessore e presidente dell’Associazione cuochi Alto Sangro e Valle Peligna. L’origine del rogo, secondo le verifiche dei vigili del fuoco, è dolosa. Il porticato in legno, per una superficie di 49 mq a completamento di magazzino agricolo preesistente, era stato interessato da ordinanza sindacale di demolizione dopo una segnalazione anonima alla Procura. «Non ho mai ricevuto minacce né intimidazioni», afferma Di Nucci, «penso che sia solo la rivalsa di qualche invidioso. Il porticato era smantellato quasi completamente». L’incendio si è propagato intorno alle 21,15 di lunedì. Sul posto i vigili del fuoco di Casoli e Chieti e il maresciallo Fabio Di Toro Mammarella, comandante della locale stazione carabinieri, al lavoro fino alle 2. Come miccia per innescare l’incendio è stato usato liquido infiammabile, cosparso su parte del porticato in legno e sulle travi posate a terra. Solo l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha scongiurato che l’incendio si propagasse a tutto il fabbricato. All’interno c’era anche una bombola di gas. I carabinieri (diretti dal comandante di Atessa, Marco Ruffini) stanno acquisendo le immagini della videosorveglianza presente in zona oltre a quelle delle fototrappole che la Ecolan (che gestisce la raccolta dei rifiuti) ha collocato nella zona contro l’abbandono dei rifiuti. L’immobile ricade nel vigente strumento urbanistico (Pre) del Comune, in zona agricola sottoposta a vincoli paesaggistico e sismico. Dopo la ristrutturazione del fabbricato preesistente e la realizzazione del porticato in legno, intervenne la Soprintendenza delle Belle arti e paesaggi d’Abruzzo, che contestò la realizzazione del porticato senza autorizzazione. Da qui l’ordinanza di demolizione, a luglio dello scorso anno, alla quale il proprietario stava provvedendo. «Dopo la demolizione», riprende Di Nucci, «avrei dovuto presentare nuovamente le domande e richiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza per costruire nuovamente la tettoria. Questo dice la legge. Il danno che ho subito è di 8-10mila euro». «È stata una vigliaccata», commenta il sindaco Pino Finamore, «un gesto che non appartiene alla nostra comunità».

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