Bucchianico sta franando La strada si spacca in due

Un cittadino mostra le scale della sua casa che si sono spostate di 40 centimetri Minacciate diverse abitazioni. L’appello del sindaco De Leonardis: dateci i fondi
BUCCHIANICO. Mura che si spostano in maniera progressiva e visibile a occhio nudo, ferri di contenimento che si spezzano, crepe che si allargano sulla carreggiata stradale e formano dei veri e propri gradini, pericolosissimi per le auto in transito. Un intero versante della collina di Bucchianico frana inesorabilmente e neanche tanto lentamente verso valle. È quello che guarda a sud-est, in direzione del vicino centro di Vacri e il movimento franoso investe in pieno la provinciale 11, ormai ai limiti della percorribilità. «Purtroppo si tratta di una strada molto trafficata», spiega il sindaco Gianluca De Leonardis, «essendo una delle due principali accessi al centro cittadino». «Fenomeni di dissesto idrogeologico ci sono sempre stati, ma negli ultimi due mesi si sono accentuati in maniera preoccupante», aggiunge l’assessore comunale Giovanni Panara mostrando i muri di contenimento accanto al marciapiede spaccati in due. Il Comune ha appena fatto realizzare uno studio che attesta l’esistenza di dissesti di grave consistenza. «C’è una specie di fiume d’acqua sotterraneo che parte dalla cima della collina bucchianichese», dice il sindaco, «ma ora che sappiamo qual è l’entità del problema, occorre capire come poter trovare i fondi necessari per porvi rimedio».
Sindaco e assessore si soffermano in particolare su due punti della provinciale 11 che preoccupano particolarmente. Il primo è in corrispondenza di Contrada Frontino. Qui la frana minaccia anche le abitazioni. Proprio all’incrocio con la strada che attraversa la contrada, passano interrati anche le linee dell’acqua, della luce, del gas, della fogna e delle fibre ottiche. Sulla linea principale del metanodotto, ad esempio, c’è un pozzetto in cui la valvola di chiusura si sarebbe spostata addirittura di 20 centimetri dalla sua sede naturale. E alcuni proprietari parlano di crepe sui muri che si allargano di 1 centimetro al giorno.
L’altro punto che preoccupa l’amministrazione comunale si trova non molto distante, in corrispondenza dell’incrocio con via Canale dove si trova una crepa che ha la larghezza di un piede e il dislivello di uno scalino. Salendo lungo via Canale c’è l’abitazione della signora Rosella De Leonardis. Il marito mostra le condizioni di una piccola scalinata che si è spostata di 40 centimetri dal muro al quale era attaccata. Accanto alla casa c’è anche un frantoio dove era sistemata nel terreno una pesa professionale con pali interrati da 60 centimetri per 10 metri di altezza. La forza dell’acqua sotterranea ha spostato verso valle di 18 centimetri l’intera struttura che il proprietario ha dovuto sistemare in una zona adiacente dove i fenomeni di dissesto erano meno forti.
«L’evoluzione della frana in questi ultimi due mesi ha fatto in modo che ormai i lavori siano diventati improrogabili», conclude il sindaco.

