Buche, crepe sull’asfalto e canali, la statale Val di Foro è a pezzi

VILLAMAGNA . Buche, asfalto sollevato, toppe saltate e due chilometri in cui il manto stradale, su un lato, ha ceduto creando un vero e proprio canale-cunetta, in corrispondenza del tratto in cui...
VILLAMAGNA . Buche, asfalto sollevato, toppe saltate e due chilometri in cui il manto stradale, su un lato, ha ceduto creando un vero e proprio canale-cunetta, in corrispondenza del tratto in cui anni fa furono eseguiti i lavori per l’installazione della linea del metano. Queste sono le condizioni in cui si trova la fondovalle Foro per ampi tratti da Rapino fino alle intersezioni a valle con i Comuni di Villamagna, Vacri e Ari, paesi per cui, insieme alle altre cittadine della zona, la statale Val di Foro rappresenta la principale linea di comunicazione con il litorale e con la Maiella, e su cui l’Anas non pare intenzionata a prendere provvedimenti. Una situazione che da tempo suscita la rabbia dei residenti e di coloro che percorrono la strada per andare a lavoro verso le zone industriali.
«Strade? Perché c’è ancora una strada in mezzo a tutte quelle buche?», è il commento sarcastico di un operaio che percorre ogni giorno la statale per raggiungere Guardiagrele. Altri però lasciano da parte l’ironia e attaccano senza giri di parole gli enti responsabili: «Questa strada è buona solo per fare cassa con gli autovelox, per fortuna ora hanno ripristinato il limite di 70 chilometri orari, perché a 50 era impossibile muoversi», riferendosi al periodo durante il quale l’Anas aveva abbassato il limite di velocità a 50 chilometri orari, tra le proteste degli abitanti che, oltre ai danni alle auto a causa delle condizioni dell’asfalto, hanno subito anche la beffa di vedersi recapitare a casa le raccomandate verdi delle polizie municipali.
La situazione è forse anche peggiore per le strade provinciali che collegano i paesi sulle colline alla fondovalle. Anche qui le buche si sprecano e in alcuni tratti la vegetazione ha invaso le cunette quando non direttamente la carreggiata.
«Per quel che riguarda la Val di Foro abbiamo presentato istanza all’Anas per farla intervenire su una zona in cui tutto è stato tralasciato da anni», sottolinea il sindaco di Vacri, Piergiuseppe Mammarella, che continua: «La Provincia invece da un anno doveva intervenire, ma sta preferendo altre zone come l’Alto Sangro. In Val di Foro le strade non sono sicure, proprio sul mio territorio qualche settimana fa si è verificato un incidente mortale». Mammarella ha poi spiegato il suo punto di vista sui due enti: «Il problema è che i piccoli Comuni come il mio sono ostaggio dei grandi enti che hanno abbandonato i cittadini». Alle parole del primo cittadino di Vacri fanno eco quelle del sindaco di Villamagna, Renato Sisofo, che spiega: «Ho parlato con l’Anas un mese fa per fare il punto dei lavori in programma sul territorio, ci hanno assicurato che sono previsti lavori di rifacimento e tappezzamento su tutta la Val di Foro, fino a Rapino. I lavori però sarebbero dovuti iniziare a settembre». Sisofo continua poi parlando della situazione delle strade provinciali: «La Provincia ha provveduto a sistemare alcune cunette, ma i lavori si sono subito fermati, stiamo cercando di farli riprendere il prima possibile».
In attesa dei lavori sulla fondovalle e nel comprensorio, il malcontento cresce, visto che in alcune zone a mancare è anche l’illuminazione pubblica, rendendo le strade, dove tra l’altro le segnalazioni di branchi di cinghiali si susseguono, pericolose per i conducenti e per i ciclisti che le affollano soprattutto nei fine settimana.
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