Buche e strisce fantasma «Io, caduto nella voragine»

Tra transenne e marciapiedi distrutti, i cittadini sono costretti a schivare i pericoli Il racconto di uno dei feriti. E la segnaletica davanti alle scuole è inesistente
CHIETI. Buche, dossi, veri e propri “pozzi” deleteri per macchine e pedoni che si mischiano a marciapiedi in frantumi e strisce pedonali fantasma. Alcuni cittadini parlano di «far west», chi di «una giungla» e altri di «una prova di sopravvivenza». Siamo sulle arterie principali nel cuore di Chieti scalo: dalla segnaletica orizzontale inesistente all’asfalto a pezzi e toppe, sempre più cittadini incappano in spiacevoli incidenti.
LE BUCHE
Una buca profonda alcuni centimetri è al centro di un attraversamento pedonale in via Colonnetta, strada a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Pericolo d’inciampo per pedoni ma anche per gli automobilisti che cercano di schivare quello che sembra essere diventato ormai un pozzo. «Ci sono caduto dentro», racconta Dante Di Girolamo mentre indica la voragine, «mi passa la voglia di uscire con le strade ridotte in questo modo». Danni anche alle macchine. «Mi si sono spaccati gli ammortizzatori e ho bucato una gomma», spiega Danilo Angelucci mentre racconta l’inconveniente di alcuni mesi fa su via Benedetto Croce. «Soldi per riparare la carrozzeria che ho dovuto rimettere di tasca mia». E sulla stessa via, davanti alla fermata della linea urbana, sono cinque le buche che devono scansare quotidianamente i passeggeri degli autobus. Anche le auto cercano di fare slalom tra le voragini dell’asfalto. «È pieno di transenne e cantieri fermi da mesi», dice Bruno Miccoli. Anche sui marciapiedi in via Colonnetta, quando non sono occupati dalle macchine che vi parcheggiano sopra, il pericolo di cadere non è purtroppo da escludere. «I mattoni sono sollevati e si creano dislivelli», racconta Silvia Stella in via Scaraviglia, «sono caduta e mi sono fatta male al ginocchio».
STRISCE FANTASMA
Gli attraversamenti pedonali dello Scalo sono dei veri e propri fantasmi: oramai ne rimane solo il ricordo o qualche segno. In via Marino da Caramanico c’è solo una striscia a segnalare sulla carreggiata quel che resta della segnaletica. «È inutilizzabile da anni», racconta Sara Toro che ha la sua boutique di abbigliamento all’angolo della strada sulla quale «continuano a farci i lavori per la fibra o per l’asfalto, ma quella striscia rimane lì». Non visibili e sbiadite, sono quindi difficili da visualizzare per un automobilista. «Le macchine non ti vedono e ti mettono sotto in un attimo», commenta Paola Castrucci, «il peggiore è il primo attraversamento in viale Abruzzo». E gli attraversamenti pedonali mancano anche in alcune strade molto frequentate come via dei Vestini, trafficata ogni giorno dagli studenti che si dirigono all’università. «Attraversare è un’avventura», esclama Luigi Piccorossi, studente della d’Annunzio, «dalla fermata dell’autobus per arrivare al cancello dell’università mancano le strisce per attraversare».
LE SCUOLE
Trascurata e datata anche la segnaletica orizzontale davanti alle scuole dello Scalo. In via Lanciano, davanti all’istituto comprensivo 3, le strisce gialle che segnalano il parcheggio riservato ai disabili sono un vecchio ricordo, come il triangolo rosso che un tempo segnalava la presenza di una scuola. A pochi passi, davanti alla media Mezzanotte, buche e qualche reperto di striscia pedonale accompagnano ogni giorno gli studenti ai cancelli di entrata.
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