Buche killer e incidenti, i disagi davanti alle scuole

9 Novembre 2023

L’ira dei genitori: «Marciapiedi rotti e strisce fantasma, le cadute sono continue» E incalzano anche i sindacati: «Le istituzioni non ci ascoltano, serve più sicurezza»

CHIETI. Buche killer, strisce pedonali fantasma e pulizia delle aree esterne assente. È questo lo scenario che contorna i luoghi dell’istruzione del capoluogo teatino e dove ogni giorno passano centinaia di studenti. E suona l’allarme dei genitori soprattutto quando si tratta delle scuole frequentate dai più piccoli. «Non possiamo mandare i nostri bambini a scuola con queste condizioni», dicono le famiglie davanti alle scuole, «non c’è cura e attenzioni a luoghi importanti delle formazione».
IL RACCONTO Attorno alla primaria di Madonna del Freddo i pericoli lungo il percorso che conduce i piccoli studenti alla porta della scuola sono diversi: si passa dalle buche fino alle strisce pedonali che ormai sono solo un ricordo. Pericoli in cui, non di rado, portano a incidenti. «Mentre accompagnavo mia nipote all’asilo», racconta Loredana Di Girolamo, «sono inciampata su una delle tante buche presenti all’ingresso del cancello». Immediato l’aiuto dei passanti. «Mi sono fatta male al piede», continua Di Girolamo. Tra i genitori che l’hanno soccorsa anche Gianluca Masciulli, papà di Martina. «Ci sono cadute continue», dice il papà, «l’istruzione pubblica è il trampolino di lancio della cultura, ma facendo vedere una scuola in queste condizioni che esempio lasciamo ai nostri figli per il futuro? Che cosa gli facciamo vedere?».
LA STRUTTURA Oltre alla manutenzione delle aree esterne attorno alla scuola, all’asfalto a pezzi e alle buche, i genitori sono sul piede di guerra e denunciano alcune criticità all’interno della struttura scolastica di via Muzii. «Ci sono infiltrazioni d’acqua e lesioni strutturali», racconta Masciulli, «qui la manutenzione ordinaria compare solo in casi eccezionali». Si aggiunge alle segnalazioni denunciate dai genitori anche Giulio Ingannato, ex rappresentante degli studenti dell’istituto Luigi Savoia. «A scuola mi sono sempre battuto per fare incontri con la Provincia e con gli altri enti competenti ogni mese», racconta il giovane, «e discutere di questa situazione di trascuratezza scolastica che riguarda gran parte delle strutture teatine e delle strade attorno. Ogni scuola chiede un contributo volontario alle famiglie, ma poi effettivamente non sappiamo che fine faccia».
LA PROTESTA L’allarme lanciato dalle famiglie trova il sostegno anche delle sigle sindacali. Per Fabrizio Mancini, vice segretario Ugl di Chieti Pescara, «la situazione del degrado scolastico viene da lontano», dice, «per ben 17 anni il Miur non ha monitorato le scuole in Italia lasciandole abbandonate a stesse e tenuto anche conto che specialmente le Province e i Comuni di riferimento, come nel nostro caso, voltano la propria attenzione altrove. Il danno è fatto nonostante, anche in passato, vi sono state diverse manifestazioni e incontri con i rappresentanti degli studenti. A tutto questo si aggiunge il degrado urbanistico a ridosso delle scuole con buche, marciapiedi rotti e avvallamenti del manto stradale. Probabilmente sfugge agli organi competenti che la scuola è un primo fattore di coesione e integrazione delle comunità che vivono in paese, piuttosto che di istruzione ed educazione per i nostri figli».
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