Buche, pericoli e strade distrutte: ora esplode la rabbia dei cittadini

In centro i pedoni sono costretti a camminare a testa bassa per non cadere: «Situazione insostenibile» Lamentele anche dagli autisti dei bus: «Crateri in via Pescara, è difficile lavorare in queste condizioni»
CHIETI. Dal Colle allo Scalo, profonde buche e avvallamenti sulle strade causano disagi quotidiani alla viabilità e mettono a rischio la sicurezza degli automobilisti.
CITTADINI ARRABBIATI
Sono tante le segnalazioni e le problematiche del manto stradale che i cittadini pubblicano sulle piazze virtuali. C’è anche chi ironizza e lancia lo slogan: “Adotta una buca a distanza”. Ma da sorridere c’è ben poco quando buche, ormai voragini, causano danni alla carrozzeria dell’auto. «Ti giochi le sospensioni della macchina», esclama Alessandro Del Chiappa, «le buche sono diventate così tante che è impossibile contarle». Sono arrabbiati gli automobilisti che transitano sulle vie del centro storico: sono stufi di fare slalom tra le buche arrivando a invadere l’altra corsia di marcia per schivarle. «La situazione è diventata insostenibile», lamenta Matteo Di Paolo, «cerco di andare piano e deviare le buche».
SUL COLLE
Buche e avvallamenti costeggiano strade e persino le rotonde. Come in via Picena, a pochi passi dalla Pietra grossa. Nel centro storico, oltre agli avvallamenti pericolosi, anche le strade in sampietrino causano disagi alla viabilità e inciampi per i pedoni. Nelle vie interne, come a piazza Valignani e via Spaventa, molti sampietrini sono sollevati. «Si passeggia a testa bassa», ironizza Mario Michetti, «non perché ci si vergogna ma per evitare inconvenienti». E c’è chi pensa che i sampietrini dovrebbero essere rimossi proprio per garantire più sicurezza. «Con il tempo si sollevano e causano cadute, inciampi e danni alle macchine», dice Camillo Scarinci, «nelle strade in cui transitano le auto ci dovrebbe essere solo l’asfalto». È dello stesso parere anche Paola Palumbo. «Dovrebbero essere riviste le pavimentazioni del centro».
Ma, nonostante le buche e i sampietrini sconnessi, c’è anche chi prova a girare la città sul sellino di una bici. «Le strade periferiche sono lasciate all’abbandono», dice Massimo Candeloro, in bicicletta con i suoi amici, «bisogna stare davvero attenti». «È disastroso», taglia corto Enzo Di Nisio, «con la bici è impossibile perché si rischia di cadere: mettono continuamente le toppe sull’asfalto, ma sono inefficaci perché si riaprono dopo poco».
Anche per alcuni turisti, le criticità saltano subito all’occhio. «La prima cosa che abbiamo notato è che è pieno di cantieri e strade chiuse», chiosano Mauro Bianchi e Stefania Conti.
LO SCALO
Scendendo allo Scalo le condizioni del manto stradale non migliorano. Lungo la Colonnetta crateri e buche si susseguono, costringendo gli automobilisti a fare attenzione. Anche le vie percorse dal trasporto pubblico sono in situazioni critiche: a testimoniarlo è anche chi tutti i giorni si trova a passarci per lavoro. «Siamo in pericolo sia noi che i passeggeri», dice Giuseppe Di Vincenzo, autista della Panoramica, «è difficile lavorare in queste condizioni perché sei spesso costretto a cercare di evitare questi crateri per non creare danni alle sospensioni del mezzo e ai viaggiatori». Tra le vie che l’autista considera più critiche a Chieti Scalo, c’è via Pescara, la strada che transita davanti l’università, anche questa piena di voragini. Anche davanti la rotonda della stazione di Madonna delle piane, punto di arrivo di molti viaggiatori, spuntano lungo la carreggiata buche profonde non pochi centimetri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

