Buco da 150mila euro all’Alesa, fallita la società della Provincia

24 Marzo 2022

Tre dipendenti licenziati, beffati dal 2017, si appellano al tribunale per avere il trattamento di fine rapporto Ma ora la partecipata dell’energia è nullatenente: la speranza dei lavoratori è il fondo di garanzia dell’Inps

CHIETI. È fallita per «oltre 150mila euro» di debiti la Alesa srl, società partecipata al 94,3% dalla Provincia di Chieti e per il resto dal Comune di Chieti (4,2%) e dal Comune di Cupello (1,4%). Uno smacco per tre amministrazioni pubbliche.
DIPENDENTI BEFFATI A chiedere il fallimento dell’Agenzia locale per l’energia e lo sviluppo ambientale – nata nel 2011 con sede in via Nicolini per «promuovere l’efficienza energetica, il miglior utilizzo delle risorse locali e rinnovabili e aiutare a migliorare la protezione dell’ambiente» e inattiva da 5 anni – sono stati tre dipendenti rimasti senza lavoro con la chiusura dell’ente: il 20 ottobre del 2017 i 4 dipendenti dell’Alesa furono licenziati. La Provincia, all’epoca del presidente Mario Pupillo, assicurò che quei dipendenti non sarebbero rimasti soli: per l’Alesa, con l’amministratore unico e il direttore dell’epoca Angelo Cellini e Antonio Di Nunzio, fu scelta la strada della liquidazione. Ma è stato un percorso a ostacoli: in due anni, tra il 2018 e il 2019, due liquidatori, i commercialisti Fausto Di Nisio e Francesco Di Lello, hanno rinunciato. Solo l’avvocato Pierluigi Pennetta ha detto sì all’incarico il 5 dicembre 2019 e avviato la liquidazione.
PRESSING DEL LIQUIDATORE Gli atti della Provincia rivelano che Pennetta ha dovuto vincere una serie di resistenze interne: «A seguito della decisione dell’assemblea dei soci, l’iscrizione della liquidazione della società è stata ritardata», spiega un decreto della Provincia firmato dal presidente Francesco Menna, «oltre che dalla rinuncia dei liquidatori individuati, anche dal ritardo con il quale l’amministratore unico ha definito, sebbene ripetutamente sollecitato, alcune attività prodromiche, di propria competenza. Il 5 luglio 2021, concluse da parte dell’amministratore unico le attività di propria competenza, anche su impulso del professionista nominato liquidatore, l’avvocato Pennetta, è stata iscritta la liquidazione della società».
FONDO INPS Di fronte alla beffa del tempo passato senza un euro e dei pignoramenti andati a vuoto, tre dei 4 ex dipendenti hanno perso la speranza e chiesto il fallimento della società per tentare di avere almeno il trattamento di fine rapporto: l’Alesa è una partecipata ormai nullatenente e i lavoratori puntano al fondo di garanzia dell’Inps. A decretare il fallimento è stato il giudice Gianluca Falco, presidente della sezione civile del tribunale teatino, che ha nominato curatore l’avvocato Eliodoro D’Orazio. Il prossimo 14 aprile, davanti al giudice delegato Marcello Cozzolino, si terrà l’adunanza dei creditori.
LA SENTENZA Secondo la sentenza, anche una società pubblica come l’Alesa non può sfuggire al fallimento: «Nessuna rilevanza può avere il fatto che la società resistente sia interamente partecipata dalla Provincia di Chieti, dal Comune di Chieti e dal Comune di Cupello. Né la mancanza di scopo di lucro può rendere l’Alesa non assoggettabile a fallimento». E poi, dice la sentenza, «l’ultimo dei bilanci prodotti dalla Alesa è quello relativo al 2017 per cui essa non ha fornito alcuna prova della ricorrenza dei requisiti di non fattibilità poiché sarebbe stato necessario produrre i bilanci 2018, 2019 e 2020».