Buco da 2 milioni, stangata sulla Tari

23 Marzo 2019

Nuovo debito del Comune con il gestore Formula Ambiente: ecco perché famiglie e imprese pagheranno fino a 500 euro in più

CHIETI. La colpa degli aumenti Tari è dei quasi 2 milioni di euro che il Comune deve a Formula Ambiente. Per la precisione si tratta di 1.942.399 euro che fa sì che il costo del servizio si sia alzato. È quanto si è appreso nel corso della commissione di ieri mattina, una commissione imprevista e aggiuntiva chiesta dai consiglieri comunali, sia di opposizione ma anche di maggioranza, per capire perché i cittadini debbano pagare di più la tassa sui rifiuti. Gli aumenti vanno dall’11 al 17%. Le famiglie pagano mediamente 50 euro in più in bollette. Aumenti ancora più alti per le attività industriali, commerciali e artigianali. Il dover mettere le mani in tasca ai cittadini non è una prospettiva piacevole né per i consiglieri d’opposizione né per quelli di maggioranza che, dunque, per prima cosa, hanno cercato di capire perché il costo del servizio si sia alzato.
«La colpa è di debiti vecchi», dice il presidente di commissione Marco D’Ingiullo, che fa risalire tutto al 2009, ultimo anno di amministrazione del centrosinistra: «L’appalto del 2009 prevedeva lo smaltimento dei rifiuti nell’impianto del Civeta a 60 euro a tonnellata. Senonché il Civeta negò l’autorizzazione e i rifiuti finirono smaltiti in Emilia Romagna, con un aggravio di costi notevole. Una tonnellata costava esattamente il doppio. Abbiamo smaltito i debiti sino al 2012. Ma ci resta da pagare la quota che va dal 2013 al 2018, vale a dire i quasi 2 milioni che ora gonfiano il costo del servizio». A tutto questo D’Ingiullo aggiunge anche il fatto che il nuovo capitolato d’appalto prevede anche servizi aggiuntivi, voluti per migliorare la pulizia cittadina, e dunque più ore di lavoro per il personale. E infine incide anche il lieve decremento della popolazione.
Preso atto del perché i cittadini debbano pagare di più la tassa dei rifiuti, i consiglieri comunali hanno cercato strade per cercare di far abbassare il costo. Ma, ovviamente, se si riuscirà a salvaguardare qualche particolare categoria, bisognerà penalizzarne un’altra.
Resta invece il dubbio sulla cifra delle agevolazioni previste che è di 194.768 euro, più alta di quella dell’anno scorso. Ma le agevolazioni vengono sensibilmente ridotte. «Le agevolazioni previste per chi apre un negozio in centro», dice D’Ingiullo, «erano l’esenzione dalla tassa per il primo anno, l’esenzione del 40% dell’importo per il secondo anno e del 20% per il terzo. Mentre ora, al posto dell’esenzione, il primo anno si pagherà la metà dell’importo e il secondo si avrà uno sconto del 25%. Poi più nulla». E dunque, non si spiega l’ammontare della cifra destinata alle agevolazione.
I consiglieri di maggioranza e opposizione si sono riservati il voto in aula. La prima convocazione del consiglio è già andata deserta giovedì scorso. Se ne riparlerà dunque lunedì prossimo in seconda convocazione.
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