Buco da 4 milioni per i rifiuti Ferrara: il debito non è provato

Sindaco e assessori contro il gestore: «No all’accordo, la somma pretesa non è dimostrata» Raimondi: «Inesistente il rischio di squilibrio finanziario, andiamo avanti con il predissesto»
CHIETI. No all’accordo da 4 milioni di euro per azzerare i debiti con il gestore dei rifiuti. L’amministrazione Ferrara, già pronta a pagare, si tira indietro all’improvviso: di quei debiti non c’è prova, così dice adesso l’ultima delibera approvata dalla giunta, un atto che a stretto giro di posta arriverà anche in consiglio comunale. Il voto del sindaco Diego Ferrara e dei suoi assessori è arrivato dopo una relazione riservata della segretaria generale Celestina Labbadia che tratteggia i contorni di un caso: è la terza volta in 7 mesi che l’amministrazione cambia parere su questa storia.
SPUNTA IL PARERE Nell’ultima frase della relazione, Labbadia invita a «non doversi procedere alla conclusione di alcun accordo transattivo in quanto non dimostrato né nell’an né nel quantum il debito a carico del Comune». È una presa di posizione decisiva perché, a causa di quei 4 milioni dovuti alla Cns-Formula Ambiente (che si sommano al buco da 74 milioni), il Comune avrebbe rischiato di finire in dissesto finanziario mentre l’amministrazione Ferrara ha avviato la procedura del piano di riequilibrio in 20 anni, cioè il predissesto con tasse al massimo, spese ridotte e tagli ai servizi. Adesso, il piano del Comune è sotto l’esame della Corte dei conti e del ministero dell’Interno.
DEBITI SPARITI? Il caso dei debiti per i rifiuti diventa sempre più intricato: a luglio scorso era arrivata una diffida al Comune per il pagamento, ma il dirigente Paolo Intorbida – che dal 1° marzo passerà alla Regione Marche – ha risposto che quelle somme non sono dovute. A dicembre scorso, però, la faccenda è passata in mano a un altro dirigente, Valeriano Mergiotti, e l’orientamento è cambiato: Mergiotti ha avviato una proposta di transazione da 4 milioni con il gestore. Una cifra che però ha messo in allarme un altro dirigente, Franco Rispoli, per la tenuta dei conti sottoposti al piano di rientro. Con le dimissioni di Mergiotti – adesso è al lavoro al Comune di San Giovanni Teatino –, è stata fatta un’altra istruttoria: secondo l’ultimo controllo, il Comune deve pagare soltanto gli interessi di mora per i versamenti in ritardo a Cns-Formula Ambiente. Questo dice il parere di Labbadia: «Alla luce dell’istruttoria compiuta, esclusa la voce interessi moratori per ritardato pagamento da porre anche in compensazione delle somme a credito dell’ente, sarà sottoposta all’attenzione della giunta comunale una delibera di presa atto dell’istruttoria compiuta e nel contempo si disponga il non doversi procedere alla conclusione di alcun accordo transattivo in quanto non dimostrato il debito a carico del Comune».
DEBITI E CREDITI «L’importo originariamente citato da Mergiotti non risulta dall’attività di esame dei nostri uffici che tiene conto anche di eventuali crediti a favore del Comune», dice l’assessore Enrico Raimondi, «se il Comune deve qualcosa al gestore, si tratta solo di interessi di mora, ma bisogna tenere presente anche i controvalori per il Comune. E poi, l’azienda svolge un servizio importante per il Comune e non escludo un accordo. Spero», dice Raimondi, «che si eviterà un contenzioso». Ora la delibera sarà illustrata in consiglio comunale e mandata alla Corte dei conti, al ministero dell’Interno e al collegio dei revisori.

