Buoni acquisto, c’è l’adesione di 35 negozi

28 Dicembre 2021

Partono gli aiuti alle famiglie in crisi: pubblicato l’elenco delle attività commerciali dove spenderli 

CHIETI . Sono 35 le attività commerciali in cui è possibile usufruire dei buoni acquisto in consegna dal Comune di Chieti. Sono iniziate, infatti, le erogazioni dei sostegni alle famiglie e alle persone in difficoltà economica. Le prime somme versate sono state quelle dei buoni acquisto, spendibili cioè per prodotti non alimentari nel circuito delle attività cittadine che hanno risposto all’avviso. Iniziano ad essere consegnati anche i buoni spesa, cioè quelli da spendere per prodotti alimentari nei supermercati che hanno aderito al bando e che risultano essere undici.
Sul sito istituzionale dell’ente è possibile trovare l’elenco completo delle attività. «Questa è l’ultima erogazione di un fondo esistente con l’obiettivo, in via prioritaria, di dare un immediato ristoro “una tantum” alle famiglie che stanno subendo il generale impoverimento da Covid-19 e che al momento non hanno alcun altro sostegno (reddito di cittadinanza o reddito di emergenza)», hanno spiegato il sindaco Diego Ferrara e l’assessore al sociale Mara Maretti. «In questi giorni abbiamo ricevuto in una sola soluzione il numero di domande raggiunto durante le 4 precedenti erogazioni, questo ci consente di coprire oltre la metà delle richieste con le due tipologie di buoni».
I cittadini che non rientreranno in queste erogazioni, verranno presi in carico con le azioni del pronto intervento sociale. «Nel rispetto delle situazioni più gravi, non appena saranno finite le erogazioni, partiremo con iniziative specifiche che saranno commisurate alle esigenze dei nuclei familiari in stato di bisogno, compresi i percettori di reddito di cittadinanza di cui quotidianamente il Comune si occupa: contributi per gli affitti, per le utenze, per la spesa alimentare», aggiungono Ferrara e Maretti. «Modalità di intervento che è già attiva per la cittadinanza in situazioni di difficoltà estreme, grazie alla struttura del pronto intervento sociale che questa amministrazione ha voluto, condividendone l’istituzione con associazioni ed enti che operano a vantaggio delle fasce più vulnerabili della città. In questo modo potremo così prendere in carico anche la platea di persone che non è stato possibile ristorare con queste misure e che vive situazioni di difficoltà acuite dalla pandemia». (a.s.)
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