«Buoni per celiaci, in 3 Asl su 4 sono cartacei»

Pettinari (M5S): spese digitali solo in quella di Teramo, disagi per gli utenti di Chieti, L’Aquila e Pescara
CHIETI. «L’Abruzzo è tra le uniche 4 regioni italiane che rimane ancorata all’utilizzo del cartaceo per l’erogazione dei buoni spesa destinati alle persone celiache. A farci compagnia solo Sardegna, Molise e Sicilia. Questo anacronismo causa numerosi disagi ai cittadini e alle Asl». Lo dice il vicepresidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S), che ha interessato la giunta regionale e chiesto un intervento per avviare la digitalizzazione in tutte le aziende sanitarie. Ma cosa cambia nella quotidianità di una persona celiaca avere a disposizione un buono digitale o cartaceo? «L’erogazione gratuita degli alimenti senza glutine», spiega Pettinari, «è un diritto inserito nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), che garantisce alle persone celiache un buono mensile di spesa. Ma i buoni in Abruzzo, ad esclusione della Asl di Teramo, sono erogati con un tagliando cartaceo che costringe l’utente, per regolamento, a utilizzare il buono in un unico esercizio e in un’unica soluzione. Succede nella Asl Lanciano Vasto Chieti e nella Asl Avezzano Sulmona L’Aquila. La Asl di Pescara ha invece annunciato che si metterà in regola da marzo». Pettinari parla di «forte disagio che in alcuni casi, per esempio gli studenti fuorisede, diventa un limite. Adottando i buoni digitali, invece, le persone affette da celiachia potranno fare la spesa esattamente come tutti gli altri e non saranno più costrette a utilizzare il buono in un unico esercizio e in un’unica soluzione. Potranno acquistare i prodotti», sottolinea Pettinari, «in ogni canale distributivo, come farmacia, grande distribuzione e negozi specializzati. E anche un solo alimento alla volta, in base a preferenza e convenienza, esattamente come avviene a chiunque quando va a fare la spesa. Anche per chi è costretto a viaggiare, per lavoro o motivi di salute, quella della digitalizzazione rappresenta un’ottima soluzione: non essendo costretto a comprare l’intero fabbisogno in un’unica soluzione, infatti, l’utente evita di spostarsi con carichi alimentare che potrebbero deteriorarsi e andare sprecati. Inoltre, attraverso la verifica digitale, è più facile monitorare l’utilizzo del tetto di spesa. In alcune regioni», conclude Domenico Pettinari, «il valore dei buoni mensili è caricato sulla carta sanitaria ed è spendibile nelle farmacie, nei negozi specializzati e nella grande distribuzione organizzata. Questa mi sembra una buona soluzione percorribile anche in Abruzzo».

