Busto di Achille, la soprintendenza boccia il progetto

Mencarelli dice no alla collocazione della statua alla villa I promotori: «Non ci arrendiamo: il mito è parte della città»
CHIETI. La soprintendenza per i beni archeologici boccia (per ora) la realizzazione del monumento dedicato ad Achille da collocare alla villa comunale. Il progetto, presentato dall’associazione culturale Domenico Spezioli, presieduta da Ugo Iezzi che è anche il direttore del periodico La Voce dei Marrucini, prevede la creazione di un busto in bronzo raffigurante quello che la leggenda narra sia il fondatore di Teate, per celebrare i 3200 anni della fondazione di Chieti, ricorrenza che la città festeggerà l’11 maggio del 2019. Lo scultore Tonino Santeusanio ha realizzato l’opera d’arte, ma la soprintendenza ha espresso parere negativo. «La leggenda della fondazione di Chieti da parte di Achille, che non ha nessun fondamento storico, è un motivo troppo debole per giustificare un’opera così impattante e anche fuorviante dal punto di vista del messaggio veicolato», spiega Rosaria Mencarelli, direttrice della soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo. «A tutto ciò si aggiunge la considerazione dei principi generali sanciti dalla convenzione Unesco del 2003 che esclude la possibilità di creare dal nulla delle radici inesistenti che non tutti i cittadini sentono proprie, utilizzando in modo tendenzioso fonti letterarie di nicchia. Peraltro, a prescindere del personaggio effigiato, si esclude a priori un intervento simile a piazza Mazzini, considerato già saturo di elementi d’arredo architettonici di altra provenienza». Secondo la soprintendenza, dunque, non ci sono i presupposti per la collocazione in città del monumento di Achille. E scoppia la polemica. «Le motivazioni date dalla soprintendenza non stanno né in cielo né in terra», dicono Iezzi e Mario D’Alessandro, promotori dell’iniziativa insieme ad Adriano Ciccarone e Donato Fioriti. «Il mito di Achille è un’eredità culturale che si è amalgamata con la coscienza dei cittadini. In città esistevano già due monumenti dedicati ad Achille: il primo, come ci dice l’autore Girolamo Nicolino, è stato portato via nel 1559 da un viceré spagnolo, e l’altro è sparito nel 2017 durante i lavori di restauro del palazzo municipale. Sono tanti gli elementi che dimostrano la piena sinergia del mito di Achille con la città. L’eroe dell’Iliade è raffigurato nello stemma ufficiale del Comune e in quello di tante società sportive cittadine. Persino la Cantina Tollo ha lanciato il vino pecorino d’Achille. Evidentemente, la soprintendente non conosce bene la città. Andremo avanti nella nostra battaglia per consegnare alla città un monumento che può essere anche un veicolo per il turismo».

