C’è crisi: all’asta abiti griffati, ruspe, bare

7 Maggio 2018

In vendita nei tribunali la merce requisita nelle imprese e nelle attività commerciali che non riescono più a pagare

CHIETI. Una bara con «crocifisso compreso», abiti griffati «con ricami in oro» e un elenco che si allunga sempre di più di attrezzature industriali pignorate nelle aziende piegate dalla crisi. Le vendite all’asta a Chieti e provincia raccontano storie di persone costrette ad arrendersi di fronte a una montagna di tasse, pignoramenti e creditori. La provincia che deve fare i conti con i drammi del lavoro si rispecchia nella lista delle vendite giudiziarie: sono due facce della stessa medaglia.
All’asta, nei tribunali di Chieti, Lanciano, Ortona e Vasto, finisce di tutto ma, nel Chietino, domina la merce requisita nelle imprese e nelle attività commerciali: presse industriali e un escavatore, ricambi per auto, armadi frigo e banconi, mobili per negozi. Tra gli ultimi annunci, è in vendita anche un lotto di vestiti da donna e da uomo da quasi 30mila euro: ci sono abiti Pignatelli, Renato Balestra, Byblos, Impero, Ethne, completi «con ricami in oro», smoking. Si tratta di uno stock di vestiti che un commerciante non aveva pagato e, per questo, sono stati requisiti su richiesta del venditore che cerca così di recuperare almeno una parte del valore della merce. L’asta è fissata il prossimo 17 maggio dalle 10 nella sede dell’Ivg Abruzzo in via Arrone 17 a Pescara. Ma, considerato il prezzo di partenza, è probabile che vada deserta: in questo modo, alle prossime sedute, il prezzo sarà sempre più basso e ci sarà una corsa all’affare per comprare gli abiti a importi stracciati.
Tra gli annunci spunta anche una bara, requisita in un deposito: «Cofano funebre in noce, modello Cristo, completo di maniglie, imbottitura, crocifisso», così recita il testo. Il prezzo a base d’asta è di 508 euro. La vendita è in programma il 17 maggio dalle 17 sempre all’Ivg di Pescara. In vendita ci sono anche «numerosi» pezzi di ricambio provenienti da fallimenti di imprese del settore: 80 batterie per moto e materiali per auto elencati, uno per uno, in una lista lunga 90 pagine. Ci sono anche un ponte elevatore di tre metri per 7 dalla portata di 3.500 chili a 5.696 euro, un escavatore da 50 quintali a 3mila euro, l’arredamento completo di una parafarmacia a 6.100 euro.
Le vendite giudiziarie sono il termometro della difficoltà sempre crescente delle imprese e anche delle famiglie di andare avanti: come gli enti pubblici in «crisi di liquidità» come il Comune, la Provincia e il Consorzio industriale Chieti-Pescara, anche i privati non hanno più soldi per pagare i debiti, le rate e le tasse. L’Agenzia delle Entrate di Chieti ha messo in vendita, per il prossimo 15 maggio, due lotti composti di televisori da 50 pollici, divani e mobili che le famiglie avevano acquistato a rate ma che, poi, non sono stati più pagati. Stessa storia con un lotto in vendita all’Ivg di Lanciano: divano angolare, chitarra elettrica Yamaha e una vetrina in vendita a 400 euro.
C’è un regolamento per acquistare i beni all’asta: per le vendite mobiliari, gli acquisti con saldo superiore a 3mila euro, sia alla sala d’aste che nei luoghi di custodia, vanno saldati “immediatamente ed esclusivamente” con assegni circolari e non trasferibili “emessi possibilmente” da sportelli della Banca Popolare di Lanciano e Sulmona (Bpls). Gli acquisti inferiori a 3mila euro si pagano in contanti. Generalmente, la consegna dei beni è fissata al quarto giorno lavorativo successivo all’asta.
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