C’è l’omicidio stradale per l’investitore

2 Gennaio 2020

Ieri a Castel Frentano i funerali della 58enne. Il sindaco Berghella: «Questa strada è pericolosa, non si può morire cosi»

TREGLIO. «Su via Per Treglio non si può più attraversare la strada in sicurezza. Non lo dico adesso, dopo che c’è stata una tragedia, ma da anni». Ci sono rabbia e dolore nelle parole del sindaco Massimiliano Berghella. Lunedì sera è accorso in strada dopo aver saputo che un Suv aveva investito mortalmente Hamida Ghazouani, 58 anni, tunisina residente in contrada Paglieroni. La donna tornava a casa, poco prima delle 20,30, quando è stata travolta sulle strisce pedonali scolorite da un Volkswagen Tiguan guidato da F.C., 40enne di San Vito. L’uomo, che viaggiava in direzione di Lanciano insieme alla moglie, è indagato per omicidio stradale, un atto dovuto.
Ieri pomeriggio, a Castel Frentano, dove vivono i figli Samira e Alessandro, si è tenuto l’ultimo saluto ad Hamida Ghazouani. «Ci sarà un’inchiesta per stabilire le cause dell’incidente ed eventuali responsabilità», dice il sindaco Berghella, «ma la morte di Hamida lascia un grande segno. Non si può morire così. Come amministratore mi sono sentito impotente», rimarca il primo cittadino, «lungo via Per Treglio la segnaletica è consumata da un traffico intenso. Ogni giorno transitano migliaia di veicoli e i guidatori spesso non rispettano i limiti di velocità. Il problema è che la viabilità è ferma agli anni ’80-’90, ma tutto intorno sono cresciuti il traffico, le case e le attività commerciali. Per mancanza di risorse la Provincia non riesce a fare neanche la manutenzione ordinaria, quella degli attraversamenti pedonali e la messa in sicurezza della sede stradale».
Negli ultimi mesi, proprio su sollecitazione del sindaco di Treglio, si sono svolti incontri e sopralluoghi sulla questione sicurezza di via Per Treglio, collegamento fondamentale tra Lanciano e il casello dell’A14, ma dove nel tempo è cresciuta una fiorente zona artigianale e commerciale. «Sono state aperte molte attività che convogliano traffico, ma la strada è rimasta la stessa», evidenzia Berghella, «gli attraversamenti pedonali esistenti non sono a norma: servono illuminazione e segnali di preavviso a 150 metri e, soprattutto, nei due punti più pericolosi in corrispondenza dei rettilinei (uno è quello dove è stata investita la 58enne, ndc) bisogna realizzare dei passaggi sopraelevati. E poi serve un sistema di rotonde, una grande all’incrocio di contrada Severini (teatro la scorsa estate di uno scontro tra una moto e un Suv, ndc) e due più piccole all’ingresso principale del centro commerciale Thema Polycenter e all’altezza della Federalpol. L’area di risulta può essere utilizzata per una terza corsia di immissione nei punti più critici. Ma per fare queste migliorie servono risorse. Aspettavamo un contributo dalla Regione, ma non è arrivato né dal vecchio Masterplan né dall’ultimo bilancio».
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