C’è la Nazionale di basket ma il palazzetto è al gelo

Caldaia rotta, Comune sotto accusa. Il ct Di Giusto: «Siamo nel PalaFindus» Le proteste: «Basta figuracce». Caporale: «Il tecnico l’abbiamo mandato subito»
LANCIANO. “PalaFindus”: così il tecnico della Nazionale italiana di pallacanestro in carrozzina, Carlo Di Giusto, ha definito il palazzetto dello sport. E non poteva trovare termine migliore per descrivere la struttura di via Rosato che ha accolto la Nazionale e gli spettatori, grandi e piccini, che hanno assistito agli allenamenti e alla partita, l’ultima del 2019, degli atleti azzurri, al freddo e al gelo. Una figuraccia del Comune che, nonostante sapesse da oltre un mese dell’evento organizzato dall’Azzurra basket per festeggiare i 35 anni di attività, nel segno del sociale oltre che dello sport, non è riuscito a fare di meglio che far trovare una struttura gelida. Eppure l’amministrazione aveva rassicurato il presidente dell’Azzurra, Ezio Grappasonno, del fatto che tutto «fosse a posto in via Rosato». Forse non aveva fatto i conti con la caldaia che da un po’ di temppo fa le bizze. «Felpe, cappotti, sciarpe, cappelli: senza era impossibile stare nel palazzetto», dice Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione «ad un certo punto poi la situazione è anche peggiorata perché invece di aria calda dalle bocchette usciva aria gelida. Diversi giocatori e gli allenatori sono stati costretti a indossare in campo le felpe e le giacche. E sugli spalti si gelava; persino il sindaco Mario Pupillo è rimasto col giaccone. Sono stati investiti talmente tanti soldi nelle strutture sportive, che però poi ci si perde nel riscaldamento. E le brutte figure si sprecano».
Rabbia dei genitori e dei familiari di chi ha portato i ragazzi ad assistere alla gara e agli allenamenti per il gelo, ma rincuorati dallo spettacolo dato dagli azzurri che non si sono risparmiati, nonostante il freddo. Veloci sulle carrozzine, precisi a canestro hanno dimostrato che i limiti, se ci sono, sono mentali e possono essere superati. Insuperabile invece il guasto della caldaia, e la brutta figura. «Nei giorni scorsi si è discusso di fondi destinati a nuovi campi da calcio, come il “Di Meco”», commenta Marco Severo, coordinatore Articolo Uno Lanciano -Val di Sangro, «ma credo che Lanciano debba avere cura di tutte le sue strutture sportive, in particolar modo del palazzetto e della pista di atletica che ogni giorno ospitano centinaia di atleti che praticano decine di sport differenti. Non esistono sport di serie A o B. Auspichiamo che non vengano dimenticate le strutture sportive esistenti e che si garantisca la funzionalità del palazzetto attraverso la manutenzione ordinaria, ma anche con interventi straordinari, per evitare disagi e brutte figure come quella fatta con la Nazionale».
«Non siamo rimasti con le mani in mano», risponde l’assessore allo sport, Davide Caporale, «il tecnico, arrivato subito, ha cercato di risolvere il problema su una caldaia nuova, presa un anno e mezzo fa. Sul palazzetto investiamo e investiremo».
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