«C’è un’antica cisterna sotto il chiostro»

5 Settembre 2018

Nuova segnalazione di Italia Nostra sull’ex convento. Ieri, intanto, sopralluogo della Sovrintendenza

LANCIANO. Sopralluogo della Sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Abruzzo ieri all’ex convento agostiniano a Lancianovecchia. Qui sono in corso lavori da parte della Curia di Lanciano-Ortona e della Caritas per realizzare il “Chiostro della divina provvidenza”, struttura per accogliere le famiglie in difficoltà facendo ripetizioni scolastiche, assicurando cure dentistiche e alcuni posti letto. A chiedere un sopralluogo alla Sovrintendenza, al fine di bloccare i lavori, è stata la sezione frentana di Italia Nostra, tramite il presidente Pierluigi Vinciguerra che ha inviato una seconda segnalazione all’ente. Mentre ieri il responsabile della Sovrintendenza di Chieti, Vincenzo Scarci, visionava l’area alla ricerca di quanto segnalato nel primo esposto da Italia Nostra, ovvero vecchie mura, strutture architettoniche medievali o di epoca precedente (in realtà si tratterebbe dei resti della fortezza longobarda) sotto quello che dovrebbe essere il pavimento dell’edificio, Vinciguerra ha sollevato il problema del chiostro. «C’è un pozzo a ridosso del porticato», sottolinea nella segnalazione, «sotto il quale c’è una grande cisterna circolare dal diametro di circa 10 metri e alta 5-6 metri, costruita con pietra finemente lavorata e di ottima fattura, con un marcapiano a sezione circolare. Lo zatterone di cemento armato che si sta realizzando per la base dell’ascensore ricade in parte sulle mura di contenimento della cisterna. Inoltre il piano di calpestio del pavimento del chiostro ha un cedimento sulla lunghezza del muro perimetrale del complesso monumentale a confine con la proprietà della Provincia. L’area va analizzata».
Italia Nostra chiede anche che «parte delle mura/fondazioni antiche rinvenute all’interno dell’ex convento siano ricoperte con materiale trasparente per far conoscere la storia di piazza San Giovanni e i resti della fortezza longobarda. Parliamo di un chiostro medievale e di una cisterna forse più antica», chiude Vinciguerra, «addirittura di resti della fortezza longobarda; prima di fare pavimenti e chiudere tutto, questi reperti vanno analizzati. L’ascensore nel chiostro, invece, è aberrante». La Curia aveva ottenuto il nulla osta della Sovrintendenza per fare i lavori, tanto che aveva già chiuso il primo lotto e stava procedendo con il secondo, ora fermo.
Teresa Di Rocco