Caccia ai morosi con l’Agenzia Entrate

24 Aprile 2018

Il Comune pronto a revocare alla Teateservizi l’incarico di riscuotere le bollette arretrate. Farmacia in vendita per fare cassa

CHIETI. Revocare alla Teateservizi l’incarico di stanare e rincorrere i morosi che non pagano le tasse comunali e affidarlo all’Agenzia delle Entrate Riscossione (Ader); dare gli asili nido ai privati per risparmiare 1,3 milioni di euro; vendere una farmacia comunale per incassare un altro milione e mezzo; tagliare i fondi al sociale (meno 210mila euro) e risparmiare anche sulle telefonate. C’è un piano per far quadrare i conti in rosso del Comune.
CORTE DEI CONTI. L’obiettivo dell’amministrazione Di Primio è trovare soldi freschi da rimettere in cassa al più presto possibile e contenere al massimo le spese: una manovra obbligata per dimostrare che la rotta è stata invertita alla Corte dei conti, che ha aperto un’indagine sulla «sana gestione dell’ente» a fronte di un buco di 12,7 milioni accertato al 31 dicembre 2017, e agli ispettori del ministero dell’Economia, chiamati a passare al setaccio le finanze del Comune.
SENZA POLTRONA. Non c’è tempo da perdere, così predica il sindaco Umberto Di Primio alla sua maggioranza che, però, adesso è costretta a destreggiarsi anche tra i malumori interni innescati dalle dimissioni del consigliere Udc Mario De Lio da presidente della commissione Bilancio ormai in contrasto con i vertici della Teateservizi e con l’assessore alle Finanze Valentina Luise. Ma ieri la seduta della commissione che avrebbe dovuto eleggere il successore di De Lio è finita con una fumata nera: il voto, con i consiglieri di Forza Italia Marco D’Ingiullo e Roberto Melideo tra i favoriti, non c’è stato.
CACCIA AI MOROSI. E anche la discussione di una delibera fondamentale per Di Primio è stata rinviata: la Luise avrebbe dovuto illustrare i dettagli dell’operazione per affidare all’Ader l’incarico di avviare una lotta senza quartiere ai morosi. L’amministrazione vuole sollevare la Teateservizi dalla riscossione coattiva degli arretrati e affidarsi all’Ader. Ma la delibera è stata ritirata su richiesta dell’opposizione, a partire dal M5S: se ne riparlerà nei prossimi giorni.
ASILI PRIVATI. Tra le ipotesi per fare cassa ci sono, poi, le privatizzazioni: un piano che, secondo le stime dell’amministrazione, potrebbe portare quasi tre milioni. A partire dall’affidamento ai privati dei 5 asili nido della città che, secondo i calcoli di Di Primio, dovrebbe garantire un’entrata di 1,3 milioni di euro.
VENDESI FARMACIA. La vendita ai privati di una delle farmacie comunali potrebbe portare ancora più risorse: l’importo stimato per la cessione va tra 1,2 e 1,5 milioni. Contro la vendita si schiera il consigliere comunale Luigi Febo (Chieti per Chieti): «La competenza di questa decisione è del consiglio di amministrazione di Chieti Solidale e non del sindaco o della giunta. Lo stesso consiglio comunale», dice Febo, «può solo dare un atto di indirizzo. Non solo: la ricapitalizzazione dall’eventuale vendita sarebbe di competenza del cda di Chieti Solidale e non del Comune. Insomma, il sindaco prende tempo e lo fa prendendo in giro la sua stessa maggioranza».
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