Caccia ai morosi, Teateservizi manda 36mila ingiunzioni

16 Aprile 2018

CHIETI. Teateservizi spinge l’acceleratore sulle riscossioni. La società pubblica del Comune amministrata da Carlo Festa e diretta da Antonio Barbone sta attuando un Piano per riscuotere le tasse non...

CHIETI. Teateservizi spinge l’acceleratore sulle riscossioni. La società pubblica del Comune amministrata da Carlo Festa e diretta da Antonio Barbone sta attuando un Piano per riscuotere le tasse non pagate.
«Il Piano», spiega Barbone, «è già partito e ha anche ricevuto apprezzamento da parte dei revisori dei conti». L’organo di revisione, proprio come la Corte dei conti, insiste da tempo proprio sulla scarsa capacità di riscossione dell’ente.
Al momento, fa sapere il direttore Barbone, sono stati già emessi 10mila solleciti e ingiunzioni di pagamento riguardanti non solo la tassa sui rifiuti, ma anche il canone idrico e l’Imu. Entro il mese di giugno verranno inviate le circa 36mila cartelle di pagamento previste dal Piano messo a punto dalla Teateservizi.
«L’obiettivo», spiega ancora il direttore Barbone, «è di riscuotere 27 milioni di euro. Inviando i 36mila avvisi, tra solleciti e ingiunzioni, azzeriamo tutte le posizioni aperte con l’amministrazione comunale di chi non ha pagato. Stiamo insomma procedendo con la riscossione coattiva come previsto dal Dpr 603 73». Gli strumenti a disposizione di Teateservizi per riscuotere il coattivo (vale a dire tutto ciò che non viene pagato dopo la spedizione degli avvisi bonari) sono i solleciti di pagamento e poi le ingiunzioni fiscali. Lo step successivo prevede le azioni esecutive per rientrare dei soldi, che vanno dai pignoramenti degli stipendi, delle pensioni, degli affitti al fermo amministrativo di beni mobili (auto e moto).
«Nel 2015 la riscossione coattiva ammontava a 600mila euro», fa presente il direttore Barbone, «nel 2016 è aumentata del 60 per cento e si è fermata a circa un milione. Nel 2017 è aumentata del 30 per cento, con 1 milione e 300mila euro di recupero».
L’amministrazione comunale con l’acqua alla gola, insomma, non ha più intenzione di aspettare e lancia una lotta senza quartiere a chi è moroso.
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