Cacciati con un pezzo di carta

Ecco il documento scritto a penna e in stampatello che sfratta il Chieti Fc
CHIETI. Con un semplice pezzo di carta scritto a stampatello il Comune di Cepagatti caccia il Chieti Fc e duecento ragazzi del settore giovanile dal campo sportivo Marcantonio. Un atto che pare informale scritto a penna su un foglio bianco e firmato il 13 dicembre da sette tra assessori e consigliere, ma, si badi bene, non dal sindaco, certifica la volontà dell'amministrazione comunale cepagattese di annullare il contratto con il Chieti Torre Alex per la gestione dell'impianto. Peraltro, la data riportata sulla “scrittura privata” è successiva a quella della determina dirigenziale, firmata dall'ingegnere Russo, che il 7 dicembre ha risolto unilateralmente il contratto con la società neroverde per la gestione del Marcantonio. La determina, quindi, è antecedente alla riunione “informale” di giunta, alla quale non ha partecipato il sindaco Sirena Rapattoni. A quella riunione erano presenti il vice sindaco Domenico Di Meo, gli assessori Camillo Sborgia, Tiziano Santavenere, Annalisa Palozzo e Leandro Verzulli e le consigliere Manuela Di Girolamo e Giuliana Rapattoni. Il Centro pubblica l’atto e il suo contenuto integrale: «I presenti all'unanimità ribadiscono la volontà di rescindere il contratto di gestione e affidamento del campo sportivo N. Marcantonio n. 714 del 15-03-2013, inoltre stabiliscono che in breve tempo verrà preparata delibera di giunta per l'adeguamento delle tariffe da entrare in vigore dal 2/01/2017». Tutto qui. Quel pezzo di carta ha effetti però enormi soprattutto nei confronti di Chieti. Il Comune pescarese contesta il mancato pagamento di debiti pregressi e, dopo il rinnovo del gruppo dirigenziale della ex Torre Alex, nella quale sono subentrati imprenditori di Chieti, ritiene ci siano i presupposti per parlare di cessione o sub-concessione del contratto di gestione del Marcantonio. Il Chieti Fc del presidente Giulio Trevisan passa invece alle vie legali e ricorre al Tar. Sono tre i punti sostanziali sui quali si basa il ricorso della società, che sta per essere depositato. «Non c'è stato nessun sub-ingresso nella concessione relativa alla gestione del campo sportivo Marcantonio», si legge nella memoria scritta avente forma del ricorso in autotutela, giàpresentata dal Chieti Fc al comune di Cepagatti.
«L'elezione di un nuovo presidente e la nomina di un nuovo consiglio direttivo non snaturano la posizione soggettiva dell'ente che, quantunque abbia un gruppo dirigente rinnovato, continua regolarmente a compiere le attività preposte al raggiungimento dello scopo sociale fissato nel suo statuto». Inoltre, il Chieti Fc può facilemente dimostrare di essersi fatto carico interamente dei debiti che la ex Torre Alex aveva con il Comune e di aver effettuato numerose attività di manutenzione dell'impianto sportivo. Così la società neroverde non ha ancora riconsegnato le chiavi del campo. Adesso la palla passa ai giudici. Ma un pezzo di carta del Comune di Cepagatti non può azzerare i piani ed i sogni del Chieti Fc, che punta decisamente a riportare il calcio teatino nei professionisti.

