Cacciatore ucciso L’imputato sta male: udienza rinviata

26 Luglio 2018

TORREBRUNA . La sfilata di testimoni e periti in programma ieri mattina nel Tribunale di Vasto per accertare le cause e la dinamica del tragico incidente di caccia costato 4 anni fa la vita a Nicola...

TORREBRUNA . La sfilata di testimoni e periti in programma ieri mattina nel Tribunale di Vasto per accertare le cause e la dinamica del tragico incidente di caccia costato 4 anni fa la vita a Nicola Costanzo, 58 anni, di Torrebruna, non c'è stata. L’imputato Roberto Meo, il cacciatore cinquantenne di Castelguidone, accusato di omicidio colposo, sta male. Un grave problema cardiaco lo ha costretto a un ricovero e i suoi difensori hanno chiesto e ottenuto il rinvio dell’udienza al prossimo 19 settembre. L’avvocato Giovanni Cerella, difensore dell’accusato, insiste sull’accidentalità dell’evento e sulla possibile deviazione del proiettile da parte di un corpo estraneo. Fondamentale saranno i risultati delle perizie e dell’incidente probatorio eseguiti nel luogo della disgrazia ad aprile 2016. L’incidente probatorio fu disposto per ricostruire la scena. L’autopsia, eseguita dal medico legale Pietro Falco, accertò che Costanzo morì in seguito a un colpo di fucile che causò lo «sfacelo della zona encefalica» del cranio. Il colpo di fucile ha raggiunto Costanzo sul lato sinistro della testa. La moglie e i tre figli di Nicola Costanzo si sono costituiti parte civile. A rappresentarli sono gli avvocati Guido Colella e Alessandro Orlando. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.