Cacciatore ucciso nel bosco L’amico rischia il processo

3 Aprile 2016

Torrebruna, la Procura di Vasto chiede il rinvio a giudizio per l’unico indagato per la morte di Costanzo durante la battuta di caccia. Martedì udienza dal Gup

TORREBRUNA. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per G.D.M., il cacciatore di Castelguidone indagato per la morte dell’amico, Nicola Costanzo, 58 anni, il pensionato ucciso il 2 novembre 2014 nel corso di una battuta di caccia al cinghiale in località Mattioni, a Guardiabruna. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. L’accusato comparirà martedì davanti al Gup del tribunale di Vasto. Ad assisterlo saranno gli avvocati Antonello e Giovanni Cerella.

La vicenda è molto delicata ed ha richiesto accurate e minuziose indagini, durate più di un anno e supportate da prove tecniche e balistiche e sopralluoghi. L’autopsia, eseguita dal medico legale Pietro Falco, ha accertato che l’uomo è morto in seguito a un colpo di fucile che ha determinato lo «sfacelo della zona encefalica» del cranio. Le radiografie che hanno preceduto l’esame autoptico hanno permesso agli investigatori di individuare diversi pallini affidati poi ai militari del Ris di Roma.

Il colpo di fucile ha raggiunto Costanzo sul lato sinistro della testa. Gli investigatori hanno compiuto sofisticati esami per accertare la traiettoria del proiettile, la distanza da cui è partito il colpo, il tipo di munizione. Le indagini non hanno risparmiato neppure la vittima, anche se hanno evidenziato che Nicola Costanzo, morto al termine della infelice battuta di caccia, non commise da parte sua alcuna imprudenza o errore. Particolare che, del resto, da subito era stato sottolineato dal legale che assiste la famiglia della vittima, l’avvocato Guido Colella.

L’indagato faceva parte dei componenti di una comitiva di nove amici che, all’alba del 2 novembre di due anni fa, raggiunse Guardiabruna imbracciando il fucile. Dopo qualche ora avvenne la tragedia. A trovare il corpo di Costanzo privo di vita furono i colleghi, dopo aver provato inutilmente a rintracciarlo via radio. Le perizie hanno stabilito che l’uomo è stato ucciso da un pallettone che lo ha colpito in testa all’improvviso e inaspettatamente.

Il 14 maggio 2015 i Ris hanno compiuto un nuovo e ultimo esame sul Dna del sangue individuato su un proiettile trovato accanto al cadavere. Dopo qualche tempo la Procura di Vasto ha disposto un incidente probatorio sul luogo della disgrazia. I carabinieri della stazione di Celenza sul Trigno hanno rimesso un dettagliato rapporto e ascoltato numerosi testimoni. In base ai dati raccolti, alla chiusura delle indagini la Procura ha chiesto il rinvio giudizio del cacciatore di Castelguidone, che martedì dovrà difendersi davanti al giudice per le udienze preliminari. Nicola Costanzo, sposato e con tre figli, a distanza di quasi due anni dalla tragedia è ricordato con grande affetto e rammarico in paese.

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