Cacciatore ucciso nel Vastese: ci sono dei sospettati

Altra giornata d’interrogatori tra quanti domenica hanno partecipato alla battuta al cinghiale in contrada Mattioli
TORREBRUNA. Lo hanno trovato accasciato fra i cespugli, a venti metri dal greto del fiume. Si era nascosto fra la vegetazione per non essere visto dai cinghiali che intendeva cacciare. Ma forse è stato proprio quel nascondiglio ad essere fatale a Nicola Costanzo, 58 anni, di Torrebruna, morto domenica mattina durante una battuta di caccia. Il movimento del cespuglio ha fatto credere a un altro cacciatore che dietro le foglie ci fosse un cinghiale. È stato sicuramente un errore ad uccidere Costanzo.
Un colpo solo che ha raggiunto l’uomo alla testa. È da accertare se si sia trattato di un colpo partito accidentalmente o se invece Costanzo è finito nel mirino perché scambiato per un animale. Del resto il Vastese ricorda ancora con sgomento la tragedia di Casalbordino provocata da un errore analogo. Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal procuratore capo facente funzione, Giancarlo Ciani. Il magistrato del tribunale di Vasto ha disposto l’autopsia sulla salma affidando l’incarico al medico legale Pietro Falco. Sulle indagini il magistrato preferisce il riserbo.
Al momento non risultano esserci persone indagate anche se la rosa dei sospettati è molto ristretta. Anzi, un cacciatore, in particolare, è stato ascoltato più a lungo degli altri. Ieri i carabinieri hanno compiuto ulteriori accertamenti e non è escluso che già oggi il procuratore Ciani possa uscire dal riserbo . Il sopralluogo. Il magistrato ha trascorso diverse ore in contrada Mattioli, la zona in cui è stato trovato il corpo senza vita di Costanzo. Insieme al maggiore dei carabinieri Giancarlo Vitiello e al medico legale Pietro Falco, il magistrato ha “studiato” il luogo della tragedia, la posizione della vittima, la sua vicinanza al greto del fiume. Non c’erano sassi nè spuntoni di roccia accanto al corpo. La ferita mortale alla testa è d’arma da fuoco. L’autopsia. Questa mattina il perito giurerà in Procura e subito dopo fisserà la data della perizia che dovrà accertare le cause della morte. Nicola Costanzo è stato ritrovato diverse ore dopo il decesso. Ha perso molto sangue. Nessuno ha sentito urlare l’uomo. Questo fa pensare che il cacciatore sia morto sul colpo. L’ipotesi di reato. La persona che imbracciava il fucile da cui è partito il colpo potrebbe essere accusata di omicidio colposo ma anche di omissione di soccorso. L’autopsia e le indagini tecniche che saranno eseguite dall’anatomopatologo Falco saranno importanti e stabiliranno se il 58enne poteva o meno essere salvato. È probabile che per dare una risposta certa il perito impieghi anche di più dei canonici 60 giorni. Il precedente.
La triste storia di Costanzo ha riportato alla memoria la tragica morte di Gabriele Di Tullio, scambiato per un cinghiale e ucciso la notte del 31 luglio 2012 mentre raccoglieva pannocchie di granturco nella campagna del fratello. Il responsabile della sua morte lo scorso mese di marzo ha patteggiato la pena di un anno e 4 mesi di reclusione per omicidio colposo e omissione di soccorso. I funerali. Torrebruna è sconvolta. Addolorata per la vittima ma anche per chi involontariamente ha provocato quella morte. Il paese aspetta che venga riconsegnata la salma alla famiglia: alla moglie Elvira e ai figli Jessica e Denis. Non è ancora stabilito se le esequie saranno celebrate domani.

