Cacciatore ucciso, nuova perizia

Torrebruna: esperti in contrada Mattioni per stabilire da dove partì il colpo fatale
TORREBRUNA. Da dove partì il colpo che il 2 novembre 2014 uccise Nicola Costanzo, 58 anni, di Torrebruna? È quanto vuole accertare la Procura di Vasto. È per questo che la scorsa settimana i periti hanno compiuto nuovi accertamenti e rilievi balistici in località Mattioni di Guardiabruna, nel punto esatto in cui avvenne la tragedia. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani subito dopo l’incidente di caccia dispose un “esperimento giudiziale” sul luogo, ossia la ricostruzione della disgrazia con l’utilizzo di un manichino. Il mezzo di prova disposto dalla Procura ha accertato la corretta dinamica. L’autopsia eseguita dal medico legale, Pietro Falco, ha confermato le cause della morte, resta da stabilire da dove partì il colpo che uccise Costanzo.
Al momento la Procura ha iscritto nel registro degli indagati un cacciatore di Castelguidone. Ad assisterlo sono gli avvocati Giovanni Cerella e Giacomo Nicolucci. La famiglia della vittima è seguita dall’avvocato Guido Colella. L’ipotesi di reato è omicidio colposo.
L’autopsia eseguita dal medico legale ha accertato che Costanzo è morto a causa di un solo colpo di fucile che ha determinato lo sfacelo della zona encefalica del cranio. «Il mio cliente è convinto di non essere stato lui a premere il grilletto», sostiene l’avvocato Cerella.
In base ai risultati della nuova perizia gli esperti stabiliranno se il colpo partì dal fucile imbracciato dall’indagato o invece arrivò da un altro punto della collina. (p.c.)
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