Cacciatore ucciso, perizia balistica
A giorni l’incarico a un esperto per stabilire la traiettoria del colpo
TORREBRUNA. Sono trascorsi 5 anni dall’incidente mortale costato la vita a Nicola Costanzo, 58 anni, di Torrebruna. La vicenda giudiziaria potrebbe arricchirsi presto di un nuovo capitolo. Il prossimo 11 settembre nell’aula del tribunale di Vasto è previsto l’affidamento dell'incarico a un esperto che dovrà eseguire una perizia balistica in grado di stabilire la traiettoria precisa del colpo che uccise il cacciatore. Costanzo morì durante una battuta di caccia. Il proiettile che lo colpì venne deviato o raggiunse subito la vittima? È quanto stanno cercando di accertare attraverso perizie e testimoni i giudici del tribunale. Fra dieci giorni è in programma una nuova udienza per affidare a un esperto il quesito. La risposta sarà fondamentale per l’esito del processo.
La tragedia sconvolse lcomunità dell’Alto Vastese . L’imputato è Roberto Meo, cacciatore cinquantenne di Castelguidone, amico della vittima. L’uomo è accusato di omicidio colposo. L’avvocato Antonello Cerella, difensore dell’accusato, insiste sull’accidentalità dell’evento e sulla possibile deviazione del proiettile da parte di un corpo estraneo. L’incidente probatorio eseguito nel luogo della disgrazia ad aprile 2016 non ha risposto a tutti i quesiti: ha ricostruito la scena del ferimento, ma per sapere da dove sia partito e quale traiettoria abbia preso il proiettile, è necessaria una perizia balisitica. L’autopsia, eseguita dal medico legale Pietro Falco, accertò che Costanzo morì in seguito a un colpo di fucile che causò lo «sfacelo della zona encefalica». Il colpo di fucile raggiunse Costanzo sul lato sinistro della testa. Da dove partì quel colpo? La moglie e i tre figli di Nicola Costanzo che si sono costituiti parte civile rappresentati dagli avvocati Guido Colella e Alessandro Orlando chiedono verità e giustizia. (p.c.)
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