Cacciatore ucciso, ultima udienza

11 Novembre 2019

Domani la sentenza sull’omicidio colposo a Torrebruna: un amico sotto accusa

VASTO. Arriva al capolinea il processo sull’incidente di caccia costato la vita a Nicola Costanzo, 58 anni di Torrebruna. Il cacciatore fu ucciso per errore durante una battuta di caccia nel 2014. È attesa per domani la sentenza a carico di Roberto Meo, cacciatore cinquantenne di Castelguidone che secondo l’accusa sparò il colpo fatale: è accusato di omicidio colposo.
Durante il processo, i giudici hanno ascoltato testimoni e periti per appurare se la vittima fu colpita accidentalmente o se il proiettile venne deviato da qualche ostacolo prima di finire contro la vittima. La difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Cerella e Antonello Cerella, insiste per la deviazione del colpo. L’indagato e la vittima facevano parte della stessa comitiva e quella non era certo la prima battuta di caccia fatta insieme. La tragedia fu scoperta solo al momento di tornare a casa: Costanzo non si trovava e gli amici cacciatori, dopo aver provato inutilmente a rintracciarlo via radio, cominciarono a setacciare la collina e, poco dopo, fecero la macabra scoperta. Un incidente di caccia che sconvolse la piccola comunità dell’Alto Vastese.
L’imputato, abile cacciatore e amico di Costanzo, a distanza di anni continua a dolersi per l’accaduto. La difesa, come detto, insiste sull’accidentalità dell’evento e sulla possibile deviazione della traiettoria proiettile. Per ricostruire esattamente cosa accadde quel giorno i giudici hanno disposto anche un incidente probatorio che è stato eseguito ad aprile 2016 nel luogo della disgrazia. L’incidente probatorio, fatto con l’utilizzo di un manichino, ha ricostruito la scena del ferimento mortale. Gli investigatori hanno ricostruito la traiettoria del proiettile, la distanza e il punto da cui partì il colpo e il tipo di munizione. L’autopsia, eseguita dal medico legale Pietro Falco, accertò che Costanzo morì in seguito ad un solo colpo di fucile che lo prese alla testa, dalla parte sinistra. La moglie e i tre figli di Nicola Costanzo si sono costituiti parte civile. A rappresentarli sono gli avvocati Guido Colella e Alessandro Orlando. (p.c.)