Cade a pezzi il nobile palazzo Genova-Rulli

2 Settembre 2018

Il Comitato Belvedere Romani scrive al sindaco: edificio della Curia, giardini interni pieni di topi

VASTO. La caduta di un frammento di legno dal balcone di quello che resta del nobile palazzo Genova-Rulli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Comitato “Belvedere Romani” presieduto da Michele De Guglielmo, ha preso carta e penna, denunciando in una lettera indirizzata al sindaco Francesco Menna, il degrado dell’edificio.
«Il Comitato», si legge nella lettera, «fa presente che da 13 anni è stato siglato un accorso fra Comune e Curia, alla quale appartiene la struttura, per la cura del palazzo. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto provvedere alla manutenzione. Oggi lo stabile è nel più assoluto degrado e all’interno i giardini sono pieni di topi».
Insomma il palazzo dei baroni Genova-Rulli, ex sede dell’ospedale dell’Annunziata di Porta Nuova, esistente dal 1523, concesso dal marchese Alfonso D'Avalos al padre domenicano Giovanni Battista di Chieti, perché vi fondasse un monastero, è gravemente ammalato ed è diventato un rischio per i residenti.
«Era un complesso principesco», protesta il comitato, «con ampi saloni affrescati e un grande giardino in cui erano state sistemate numerose sculture e busti di personaggi della cultura classica. Invece di essere affollato di turisti e affollato dai ratti. Non c’è rispetto neppure per la storia e i gioielli ereditati».
Il palazzo ha ospitato l’ufficio dell'arcivescovado e del tribunale (uffici giudiziari e sala delle udienze). Una parte del fabbricato è su via Roma, un’altra all’angolo fra via Anelli e corso Palizzi. Anche qui e nei vicoli vicini ci sono palazzi storici abbandonati che rischiano di crollare.
«È necessario per motivi di sicurezza», affermano i residenti del centro storico, «fare un controllo di tutti gli edifici abbandonati nella zona antica della città. Oltre ad essere il regno dei topi, vengono spesso occupati da abusivi o tossici. Lo abbiamo segnalato già diverse volte al Comune. Tegole e calcinacci cadono di frequente. Il Comune intervenga sollecitando anche i privati ad eliminare le situazioni di pericolo esistenti nel centro storico», chiedono i residenti.
«Perché aspettare che accada qualcosa?». (p.c.)
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