Cade la recinzione a protezione degli scavi

Protestano le mamme dell’asilo Maria Vittoria vicino all’area: i nostri figli rischiano di finirci dentro
LANCIANO. Uno schiaffo in faccia alla cultura e alla sicurezza dei bambini. Le mura aragonesi, rinvenute più di un anno fa sotto pochi centimetri di asfalto nel giardino dell’asilo Maria Vittoria e lasciate nell’incuria per tutto questo tempo, ora sono anche private della recinzione che le proteggeva, tanto da diventare un pericolo per i bambini dell’asilo che lì vanno a giocare. A protestare sono alcune mamme dei piccoli alunni preoccupate che, nel giocare o nell’entrare e uscire da scuola, i piccoli possano cadere dentro gli scavi archeologici aperti, anche per la curiosità di avvicinarsi per vedere meglio i resti storici. Quelli che dovevano essere reperti importanti della storia cittadina, parte di quel collegamento tra il Torrione Aragonese e le Torri Montanare che si ipotizzava ci fosse da anni, sono abbandonati, ricoperti dalla vegetazione, dall’immondizia e ora anche dai paletti di cemento e di ferro della recinzione caduta.
Paletti e buche pericolosi per i bambini. «Abbiamo chiesto al Comune di intervenire per ripristinare la recinzione e pulire l’area», dicono le mamme, «ma ci ha rigirato alla Provincia, che è responsabile dei lavori e del luogo. Dall’ente provinciale ci hanno risposto che non ci sono i soldi neanche per chiamare una ditta che ripari la recinzione. Quindi abbiamo mura storiche abbandonate e bambini in pericolo». Il lato della recinzione che ridà proprio sui giochi sta ancora reggendo, ma ha ceduto completamente, cadendo anche sulle mura, tutta quella parte che è all’ingresso della scuola dove i bambini passano quotidianamente e giocano prima di entrare o quando escono dalle classi. Poi si sa, la curiosità è tipica dei più piccoli che, anche sognando qualche avventura, potrebbero spingersi oltre e cadere negli scavi che, non sono profondi, ma comunque pericolosi. Ma il problema non è solo risistemare la recinzione, quanto decidere cosa fare dell’area. Si attende che Provincia, Ufficio ricostruzione regionale e Soprintendenza definiscano se e come realizzare l’ampliamento dell’istituto De Titta. Bisogna decidere se inserire i reperti nella scuola, rendendoli visibili, oppure realizzare un parco archeologico con le mura in vista e senza scuola all’aperto. Una decisione attesa da 14 mesi. (t.d.r.)
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