Cadono le accuse, la maestra è libera

20 Marzo 2019

Il tribunale del riesame accoglie il ricorso della difesa: la 60enne può tornare tra i banchi della materna, ma è in malattia

SAN SALVO . Presunti maltrattamenti a scuola. Revocati gli arresti domiciliari, l’interdizione dal pubblico servizio e il divieto di tornare in classe alla maestra sessantenne accusata di maltrattamenti. È questa la decisione presa dai giudici del tribunale del riesame dell’Aquila in accoglimento del ricorso presentato dall’avvocato Alessandra Cappa, legale della docente che insegna alla materna del Comprensivo 2 di San Salvo. La sentenza è stata emessa due giorni fa al termine di una udienza nel corso della quale sono state esaminate le argomentazioni della difesa dell’accusata.
ARRESTI A FEBBRAIO. La donna finì agli arresti domiciliari il 20 febbraio con l’accusa di maltrattamenti verso minori. I metodi pedagogici che hanno messo nei guai la maestra vennero segnalati da alcune colleghe a inizio anno scolastico al dirigente d’istituto. Quest’ultimo avvisò i carabinieri. Partì una indagine. I metodi educativi della maestra vennero ripresi da una telecamera nascosta e quelle immagini, un filmato di oltre 400 ore in classe, finirono in Procura. Su richiesta del pm Michele Pecoraro il gip del tribunale di Vasto dispose gli arresti domiciliari per la maestra. Né l’autorità scolastica locale né il ministero ritennero tuttavia di sospendere l’insegnante. Il 10 marzo il giudice Italo Radoccia sostituì il provvedimento di custodia domiciliare con la sospensione della docente dall’insegnamento e il divieto di contatto con i minori. In sostanza la maestra non aveva facoltà di tornare in classe. Ora anche questi provvedimenti sono stati annullati.
ORA PUÒ TORNARE IN AULA. La maestra che risiede a San Salvo potrebbe tornare in aula da oggi. «Non lo farà», dice l’avvocato Cappa, «perché è malata di una patologia oncologica e perché questo uragano che si è abbattuto su di lei l’ha fortemente provata». Le motivazioni della sentenza dei giudici aquilani non si conoscono. «Nell’esercitare i diritti difensivi della mia cliente ho eccepito molte cose. Tutte tese a dimostrare l’infondatezza dell’accusa. Non so quale delle eccezioni sia stata accolta», afferma l’avvocato Cappa. «La mia cliente è una donna forte, una insegnante di vecchio stampo ma non ha mai maltrattato nessuno ed ha sempre svolto la propria attività con la massima correttezza». Ma per qualcuno forse l’insegnante avrebbe avuto metodi troppo secchi e severi. I genitori dei piccoli con i quali la maestra sarebbe stata particolarmente severa non hanno preso bene la notizia.
LA DIFESA. «In compenso la mia cliente ha ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà», assicura il difensore. «Chi la conosce ha da subito dubitato delle accuse. L’ordinanza di revoca di ogni misura cautelare è di fondamentale importanza», dice Cappa. Il legale ha accettato di parlare sospendendo il riserbo iniziale «perché», spiega, «la mia cliente ha umanamente sofferto moltissimo. Ora la maestra ha diritto e facoltà a tornare in classe. Anche se non lo farà. È in malattia. Riprenderà il suo lavoro quando il medico le darà l’autorizzazione».
L’ACCUSA. L’avvocato Antonello Cerella, incaricato dai genitori di assisterli, per il momento non si sbilancia. «Attendo di leggere le motivazioni della sentenza dei giudici del Riesame», spiega Cerella. «Come ho già spiegato fin dall’inizio, questa vicenda è molto delicata. La cautela è necessaria». C’è anche chi attende le decisioni del sostituto procuratore Pecoraro. Non è escluso che il magistrato presenti ricorso per Cassazione contro la sentenza del Riesame. L’indagine è comunque conclusa e ora la maestra aspetta il giudizio. Potrebbe anche non essere giudicata, come ipotizzato in un primo momento, con rito immediato. A San Salvo sono in tanti ad augurarsi che tutta la vicenda sia stata solo uno spiacevole equivoco e la maestra in giudizio riesca a dimostrare la propria estraneità alle accuse che le sono state mosse.
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