Cadono massi: Gole chiuse a Fara

4 Maggio 2019

Il crollo forse per il passaggio dei camosci sulle pareti della montagna. Il sindaco: riapriamo a giorni

FARA SAN MARTINO. Il sindaco Carlo De Vitis ha chiuso al transito le “Gole di San Martino”, luogo d’interesse paesaggistico, storico e architettonico. Alla base dell’ordinanza ci sono motivi di salvaguardia della pubblica incolumità. «Sono caduti massi di 30-40 centimetri di diametro oltre agli arbusti» afferma il sindaco che aggiunge: «Abbiamo già dato disposizione per far eseguire dei lavori di rimozione e messa in sicurezza delle pareti che, tempo permettendo, saranno eseguiti già domani (oggi per chi legge, ndc), se non ci saranno problemi, la settimana prossima tutto tornerà alla normalità».
I massi e gli arbusti sono caduti, verosimilmente, in seguito al movimento dei camosci sulle pareti. «Quest’opera di sicurezza che andremo a realizzare, grazie all’azione di due rocciatori», sostiene il primo cittadino, «è un’azione preventiva compatibile col principio di autoresponsabilità degli utenti, sia ben chiaro, comunque che la nostra attenzione è sempre massima».
Il punto di partenza delle Gole è poco oltre il paese stesso; esse sono suggestive: sono così vicine che anche allargando le braccia, si riesce a toccarle a destra e a sinistra. Sono alte, imponenti, con poca luce. Subito dopo le pareti si allargano e ci troviamo davanti ai resti dell’antica abbazia di San Martino. In questi ultimi anni la presenza dei turisti è triplicata; recentemente sono state girate anche alcune scene della serie televisiva “Il nome della Rosa”. La visita guidata c’è grazie a Majexperence. La nascita di San Martino in Valle risale all’VIII secolo e divenne un importante centro di economia monastica. Il cenobio fu abbandonato nel XVI secolo. «A febbraio 2018 abbiamo ottenuto», afferma De Vitis, «una comunicazione di finanziamento da parte del ministero dell’Interno di 1.200.000 euro. Abbiamo già redatto un progetto in 4 lotti: consolidamento delle mura del monastero; reti paramassi, di protezione e interventi di perlustrazione e sgancio di pareti rocciose sovrastanti le gole; miglioramento della sentieristica di accesso; ripristino dell'acquedotto del Trifoglio che attraversa le gole. Abbiamo tutte le autorizzazioni ed entro il 14 maggio trasmetteremo al ministero il progetto esecutivi. Oltre a ciò, abbiamo già realizzato una nuova illuminazione del monastero con 100mila euro del “Giubileo della luce”.
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