Cai Chieti sul tetto del Nord Africa

La sezione Majella scala la montagna Jbel Toubkal, cima più alta del Marocco
CHIETI. La storia della sezione Majella di Chieti del Club alpino italiano, fondata nel 1872 come prima realtà Cai in Abruzzo e oggi presieduta da Eugenio Di Marzio, si arricchisce di un nuovo capitolo con la salita del monte Jbel Toubkal, montagna più alta del Marocco, della catena montuosa dell’Atlante e di tutto il Nord Africa. L’impresa è stata registrata mercoledì scorso, il 17 luglio, sulla vetta che i berberi chiamano “Idraren draren”, ovvero la “Montagna delle montagne”, che raggiunge i 4.167 metri. Oltre ai partecipanti che avevano già vissuto esperienze su altre montagne, ovvero il presidente Di Marzio, Giuseppe De Angelis, Nicola De Angelis, Marcello Borrone e Margherita Legnini della sezione di Chieti, e Mauro Giustini del Cai di Carsoli, si sono aggiunti i due soci della sezione Majella Claudio lezzi e Giulia Borrone, alla prima esperienza extraeuropea.
Il trekking è iniziato da Imli, cittadina distante circa 63 chilometri da Marrakesh e situata alle porte del Parco nazionale del Toubkal. Il percorso ha risalito tutta la valle, molto suggestiva nel suo aspetto arido, che nel cammino consente di trovare piccoli punti di ristoro con vendita di bevande. Durante la salita, che con i suoi dieci chilometri e un dislivello di 1.400 metri porta al rifugio Les Mouflons du Toubkal a 3.217 metri, si incontrano, oltre ai tanti gruppi di escursionisti, anche numerosi muli ai quali bisogna dare la precedenza, visto che salgono carichi del materiale necessario per rifornire le strutture piccole e grandi presenti in quota. Prima dell’alba del giorno successivo, dal rifugio e iniziata la salita lungo il sentiero che, con 960 metri di dislivello, conduce in vetta. Con il sorgere del sole le pareti cambiano spesso colore, dal nero, al marrone al rosa e solo dopo ore dalla partenza si scorge per la prima volta da lontano la vetta, che si raggiunge percorrendo un’ultima cresta. Qui una superba vista va da gran parte dei Monti dell’Atlante, alla pianura di Marrakesh e agli antichi vulcani del Jebel Siroua ripagando, con la sua bellezza, la fatica compiuta per raggiungerla.
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