Calci e pugni alla madre, a giudizio
Finisce a processo un 42enne che ha picchiato anche i carabinieri
CASTEL FRENTANO. In preda alla rabbia e fuori di sé prese a calci e pugni la madre 71enne facendola cadere a terra, poi si scagliò contro i carabinieri che la donna era riuscita a chiamare, colpendoli e minacciandoli di morte. Rinchiuso in carcere a Foggia, ora R.R., 42 anni di Castel Frentano difeso dall’avvocato Roberto Crognale, è stato rinviato a giudizio dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi: il processo si aprirà il 5 maggio 2022.
L’uomo deve rispondere delle accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate verso la madre, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Non era la prima volta che il 42enne si scagliava contro la madre, ma la sera del 26 marzo 2021 la donna, dopo essere stata presa a calci e pugni, riuscì a chiamare i carabinieri e a denunciare il figlio. Quel giorno l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, in evidente stato di alterazione psicofisica, nel corso di una lite scaturita per futili motivi prima ha offeso la mamma, poi l’ha colpita con pugni e calci su varie parti del corpo facendola cadere a terra. Nonostante i colpi che hanno lasciato segni non solo sul corpo ma anche nel cuore, la donna è riuscita a chiamare il 112 e a chiedere aiuto. Intervenuti i carabinieri, l’uomo si è subito scagliato contro di loro aggredendoli fisicamente (tre i giorni di prognosi per un brigadiere), poi una volta nell’auto di servizio li ha minacciati di morte – «Io vi uccido; come esco ti uccido» –, poi in stazione ha colpito con la testa gli oggetti che trovava e ha minacciato i militari di provocarsi delle ferite che avrebbe attribuito a loro. La mamma, medicata dal 118 per contusioni in varie parti del corpo, poi ha sporto querela. Che ha ritirato ma il procedimento è andato avanti d’ufficio. Ora il processo in cui R.R. proverà a spiegare quel gesto di cui si è subito pentito. (t.d.r.)

