Caletta Turchino, chiesti i danni

21 Maggio 2019

La Polycenter fa causa civile e vuole un milione e mezzo di euro  

SAN VITO CHIETINO. Citazione e giudizio davanti al tribunale civile per il Comune di San Vito Chietino, il ministero dei Beni ambientali e l’ingegnere Enrico De Acetis, perito dell’allora procuratore Francesco Menditto e richiesta di risarcimento danni patrimoniali e d’immagine di 1.417.430 euro. La società Polycenter Srl, proprietaria del complesso residenziale “Caletta Turchino” in località Portelle, patrocinata dagli avvocati Alberto Paone e Marianna Di Nardo, torna in tribunale, sede civile, questa volta da accusatrice, per chiedere i danni dopo quanto accaduto al residence che fu sequestrato nel giugno 2012 dalla Procura, salvo poi ottenere ogni autorizzazione nel 2015 e dopo un processo penale chiuso nel novembre 2017 con l’assoluzione piena di Alfredo Di Nardo, legale rappresentante della Polycenter srl, Maria Teresa Di Nardo, progettista, difesi dai legali Alberto Paone e Alfonso Ucci e della ditta esecutrice dei lavori accusati a vario titolo di abusi edilizi, violazione delle norme paesaggistiche, falso e truffa per atti inerenti il residence.
Il Comune si costituì parte civile. «Nel giugno 2012», ricorda Di Nardo, «con il residence in ultimazione, ci fu l’inaspettato sequestro del cantiere dalla Procura per difformità e presunte irregolarità. La società Polycenter, nonostante ci fosse perfetta corrispondenza tra quanto realizzato e progettato, dopo alterne vicende giudiziarie, riesami e ricorsi in Cassazione per il sequestro, per andare avanti ha dovuto demolire la copertura del fabbricato per poi ricostruirla esattamente com’era prima, con autorizzazioni identiche a quelle rilasciate prima del sequestro. Questo mentre la Procura, forse sviata dalla perizia dell’ingegnere De Acetis, continuava a sostenere la totale difformità del fabbricato. La vicenda si è si è conclusa nel 2015 sul piano civile-amministrativo, con la dichiarazione di agibilità e nel 2017 sul piano penale, con la piena assoluzione degli imputati». (t.d.r.)
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