Cambia il piano commerciale «Così rilanciamo le attività»

28 Agosto 2017

Il Comune studia interventi migliorativi che tengono conto della viabilità e dei parcheggi Di Biase: lo Scalo soffre come il Colle per la vicinanza dei centri della grande distribuzione 

CHIETI. Beh, se la soluzione per uscire dalla crisi del commercio fosse contenuta in una ricetta valida per tutti i casi di questo mondo, ecco che ingredienti, dosi e preparazione del composto prodigioso sarebbero già stati sfruttati appieno. Ma così non è e anche Chieti soffre maledettamente la situazione di malessere che attanaglia il settore delle vendite al dettaglio. Anche per la vicinanza dei centri commerciali in una delle zone con l’indice più alto di punti vendita della grande distribuzione organizzata. Che fare allora? Ecco, intanto rivedendo il piano del commercio con la creazione di un tavolo permanente con i rappresentanti delle associazioni di categoria e anche per modificare la viabilità con annessa questione parcheggi in centro in modo da invogliare l’acquirente-consumatore a restare sul Colle perché veda soddisfatta la richiesta di servizi alla persona.
«Anche Chieti nel commercio registra un trend negativo come accade in quasi tutte le più grandi città italiane», dice Carla Di Biase, assessore comunale delegata a commercio, mercati, agricoltura, artigianato, libere professioni, industria, lavoro e commercio sulle aree pubbliche, «e solo la sperimentazione e la ricerca possono dare soluzioni a un settore che si apre a scenari nuovi. Il commercio è molto legato alla viabilità: per questo stiamo rivedendo il piano commerciale per crearne uno che soddisfi al meglio e immediatamente le esigenze di chi lavora in questo settore e di chi si avvale di questa professionalità. Una bozza prevediamo di discuterla entro settembre per arrivare all’approvazione da parte del consiglio comunale entro dicembre. La città è cambiata molto. Da una parte bisogna considerare il rischio d’impresa, alla base di ogni attività che si affacci sul mercato: e da noi c’è poca capacità di fare squadra con la politica che può fare ben poco. Dall’altro occorre creare una serie di iniziative in grado di catturare nuovi clienti. In questo contesto il Comune fa la sua parte. E non pensiamo che lo Scalo non soffra come il Colle: lì i centri commerciali sono anche più vicini ai negozi. E poi non trascuriamo che la legge sul commercio è regionale e le eventuali riforme le fa sempre la Regione: il Comune in questo settore ha poteri ridotti».
Nessuno di questi tempi può pensare a magheggi. Ma «è anche vero che in Regione difficilmente ci ascoltano rispetto alle esigenze di una città come Pescara: in questo contesto», riprende l’assessore Di Biase, «purtroppo manca la cosiddetta filiera politica». E poi un appello ai giovani che potrebbero decidere di investire nel settore: «Da noi come Comune trovano e troveranno ascolto e disponibilità ma sappiano», sottolinea Di Biase, «che il commercio non è più come quello di una volta. Bisogna essere motivati a mille visto che il mondo cambia velocemente da un giorno all’altro. Penso all’e-commerce, per fare un esempio, con le vendite e gli acquisti su internet. Ma per puntare a queste novità è necessario uscire dalla mentalità assistenziale che, spesso, continua a caratterizzare alcuni comportamenti non più adeguati ai tempi che viviamo».
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