Cambia il progetto della Strada del brodetto

Verifiche sull’ex tracciato della Costa Contina: due tratti con pendenze eccessive, allo studio alternative
VASTO. L’obiettivo è quello di ripristinare il vecchio tracciato della Costa Contina che da Porta Palazzo arriva fino alla Statale Istonia 86, ma per renderlo pienamente fruibile è necessario che vengano superate alcune criticità, tra cui l’eccessivo dislivello del sentiero in alcuni tratti. Hanno avuto modo di rendersi conto dello stato dei luoghi i rappresentanti delle associazioni cittadine che nei giorni scorsi hanno effettuato una ricognizione insieme al sindaco Francesco Menna, all’ex assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Forte e ai tecnici dell’impresa Molino che ha avuto in appalto i lavori e che li ha dovuti sospendere dopo essersi imbattuta in una morfologia dei luoghi diversa da quella disegnata sulla carta.
«Durante il sopralluogo abbiamo potuto constatare come l’orografia del terreno è molto cambiata», spiega Alessandro Cianci, studioso ed appassionato di storia locale, «ci sono almeno due tratti che presentano una pendenza molto elevata che qualcuno pensa di mitigare con dei gradini. I tecnici dell’impresa hanno invece proposto un percorso alternativo proprio per superare questa criticità. Credo che si debba fare di tutto per rendere il percorso ampiamente fruibile, magari ricorrendo ad accordi con i privati. Altrimenti si corre il rischio che il sentiero faccia la fine della pista ciclabile di Vallone Lebba, oggi completamente abbandonata». Oltre a Cianci erano presenti, fra gli altri, il presidente di Italia Nostra del Vastese, Davide Aquilano, il referente del Forum civico ecologista, Nicholas Tomeo, il presidente del Ciclo club di Vasto, Antonio Spadaccini e alcuni rappresentanti del Wwf.
L’antico sentiero della Costa Contina, che si snoda tra gli orti e gli aranceti, è destinato a diventare la “strada del brodetto”, secondo le intenzioni manifestate dall’amministrazione comunale. Oltre alla posa in opera del sottofondo stradale sono previste staccionate per delimitare piccoli tratti del percorso, panchine in legno e cartelli direzionali, bacheche informative, cestini per i rifiuti, portabiciclette e impianto di pubblica illuminazione. La spesa complessiva è di 99mila euro. L’auspicio di Italia Nostra è che vengano recuperate anche le due antiche peschiere trovate in buono stato di conservazione alcuni mesi prima da Aquilano e da Cianci.
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