Camere di Commercio: Chieti e Pescara si fondono tra le proteste

11 Maggio 2015

La fusione tra le organizzazioni dei due capoluogo di provincia è stata approvata con 26 sì e appena 2 no. Non sono mancate dimostrazioni contro i protagonisti dell'unione

CHIETI. "Chieti protagonista" e "Becci bagnino", la protesta contro Roberto Di Vincenzo, neo presidente della Camera di Commercio di Chieti, pur essendo pescarese, e contro Daniele Becci, presidente dell'ente camerale di Pescara, comincia con due striscioni. Li hanno affissi davanti alla sede di Chieti Scalo dell'ente camerale poco prima che cominciasse il consiglio dell'insediamento della nuova giunta e della fusione delle due camere di commercio di Chieti e Pescara.

Quella teatina,quindi, e destinata a nascere ea amorire lo stesso giorno. La protesta va oltre il campanile tra due città da sempre rivali. Sul posto sono arrivati anche tre candidati sindaci, Luigi Febo, Antonello D'Aloisio e Roberto Di Monte, che hanno chiesto di incontrare Di Vincenzo per chiedergli di soprassedere. Cioè di rinviare la delibera della fusione e della discordia, che peraltro sarà votata nel giorno del patrono di Chieti San Giustino, a dopo le elezioni amministrative del 31 maggio.

Ma Di Vincenzo è andato avanti per la sua strada e, al termine del consiglio camerale, la fusione tra Chieti e Pescara è stata approvata con 26 sì e appena 2 no. La sede della nuova Camera di Commercio metropolitana sarà localizzata all'ex foro Boario di Chieti, mentre il "cervello", molto probabilmente sarà targato Pescara. Ma tutto si concretizzerà nell'arco di 18 mesi. (l.c.)