«Camilliani al convento? No, restino i frati»

4 Giugno 2021

I fedeli vicini ai cappuccini respingono la decisione dell’arcivescovo Forte: scelta inaccettabile

GUARDIAGRELE. La notizia data domenica scorsa dall’arcivescovo Bruno Forte del prossimo affidamento del convento dei cappuccini ai camilliani, è stata una doccia fredda per i fedeli e in particolare per i componenti del Gruppo amici del convento che considera l'allontanamento dei frati assolutamente inaccettabile. «La notizia», sottolineano gli Amici del convento, «ci ha procurato enorme sgomento, perché riteniamo che sia ingiusto soffocare quello che è un polmone vivo della comunità guardiese. Nessuno può accettare una simile decisione intrapresa, tra l'altro, senza dare ascolto e, soprattutto, senza comprendere il cuore e la mente dei fedeli. Si parla», continua il gruppo, «di carenza di vocazioni e sarà pure vero. Ci domandiamo però perché la nostra cittadina dovrebbe rinunciare ai frati, proprio ora che, grazie al parroco padre Luca Di Panfilo e al suo confratello padre Marcello Graziosi, la nostra è diventata una delle comunità più vive dell'intera diocesi».
Il Gruppo amici del convento evidenzia quindi che mandare via i frati significherebbe andare a interrompere brutalmente iniziative intraprese da anni, fatte di percorsi di aggregazioni di giovani e famiglie, di attività di recupero per ragazzi in piena crisi adolescenziale e di rapporti di fiducia che si sono instaurati con gli attuali religiosi che gestiscono il convento che, se interrotti, porterebbero all'allontanamento radicale di questi fedeli dalla Chiesa. «Come si farà poi», si domanda il gruppo, «a continuare con le attività della Gioventù francescana e dell'Ordine francescano secolare, che sono realtà che hanno un senso solo con la presenza dei frati?». Il Gruppo ricorda infine che ha presentato il progetto della Comunità interobbedenziale, che si inserisce nel quadro di un più ampio programma pastorale che verrà a breve fatto conoscere e verrà condiviso con il territorio. «Crediamo infatti», evidenzia il Gruppo, «che con questo progetto si potrà rispondere al meglio alle sollecitazioni della Chiesa che, con il Papa, ci invita ad essere al servizio dei poveri, degli emarginati e delle persone in difficoltà».
Il Gruppo amici del convento, insomma, prosegue con determinazione la sua lotta per salvare la presenza dei francescani nella cittadina.
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