Camorra, c’è il ricorso sulle 37 assoluzioni

29 Novembre 2016

Nel processo di Vasto condannati in 25 per associazione per delinquere. Udienza tra due mesi

VASTO. Trentasette assoluzioni su 62 imputati. Molte per prescrizione del reato. Sono stati ben 299 lo scorso mese di marzo gli anni di condanne spalmati su 25 persone ritenute colpevoli. Lette le motivazioni della sentenza, la Procura antimafia rappresentata dai pm David Mancini e Antonietta Picardi presenta ricorso in Appello contro molte assoluzioni del maxi processo Adriatico, il primo per associazione a delinquere di stampo camorristico celebrato a Vasto.

Il processo, nato dalle rivelazioni del collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino, si è concluso il 22 marzo 2016. Dopo 12 giorni di camera di consiglio, i giudici hanno condannato 25 imputati a pene che vanno da 22 a 7 anni e 6 mesi di reclusione. La pubblica accusa aveva chiesto un totale di 549 anni di carcere. Sedici imputati sono stati condannati per associazione a fini di spaccio, sei per associazione di stampo camorristico e due per concorso esterno all’associazione. In un caso il collegio - giudici Bruno Giangiacomo, Fabrizio Pasquale e Stefania Izzi - ha consegnato gli atti alla Procura dei minori dell’Aquila perché l’accusato all’epoca dei fatti era ancora minorenne.

In diversi casi le assoluzioni sono arrivate per prescrizione dei reati. Qualcuno degli assolti è potuto tornare in libertà.

I legali dei condannati hanno annunciato subito ricorso in appello. E ora si è appreso che anche la Procura fa lo stesso. E fra due mesi i giudici aquilani dovranno occuparsi anche del processo Adriatico bis con 19 imputati che hanno chiesto il rito abbreviato.

Secondo gli inquirenti dietro gli incendi dolosi e le sparatorie che si verificarono a Vasto, San Salvo e Gissi dal 2003 al 2008 ci sarebbe stata la camorra che mirava a gestire lo spaccio di droga nel sud dell’Abruzzo. Fatto questo più volte ribadito dal pm Picardi. Non a caso l’articolata e complessa attività di indagine è stata delegata al Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei carabinieri e condotta unitamente al comando provinciale dell’Arma di Chieti. La Dia ha seguito costantemente le complesse attività investigative. (p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA