Campetto abbandonato e pieno di pericoli

28 Febbraio 2016

L’Associazione giovani ortonesi: vogliamo sistemarlo a nostre spese ma il Comune non dà risposte

ORTONA. Un impianto sportivo lasciato all'abbandono totale, con rischi per l'incolumità dei ragazzi che lo frequentano. E nemmeno la buona volontà di un'associazione sembra essere d'aiuto all'amministrazione comunale. Siamo a Fonte Grande di Ortona dove un campetto di basket e calcetto è in condizioni di degrado assoluto.

Manutenzione inesistente e inciviltà di alcuni ignoti, che hanno agito e agiscono indisturbati dando vita ad atti di vandalismo, si ripercuotono su un impianto che potrebbe essere un bel posto ricreativo per molti ragazzi. Ed invece quel luogo dove poter giocare a basket e calcio a 5 rischia di diventare una trappola. Reti di protezione rotte e lasciate penzolanti ai bordi del campo, porte che sono solo poggiate a terra e non fissate, con il rischio che possano cadere su qualcuno. Manca inoltre uno dei due canestri, di cui è rimasto solo il tabellone, e c'è poi una segnalazione sul web che evidenzia la presenza di una cabina elettrica lasciata aperta. In effetti è così: tuttavia in questo caso va puntato il dito anche contro quei vandali che l'hanno forzata, probabilmente nel tentativo di accendere l'impianto di illuminazione. È ovvio, comunque, che in tali condizioni andare a giocare su quel campo è estremamente pericoloso. Servirebbe innanzitutto un'opera di riqualificazione e poi una gestione appropriata dell'impianto.

Su quest'ultimo punto c'è un'associazione disposta ad attivarsi volontariamente e gratuitamente, ma i tempi burocratici e forse anche un po’di confusione negli uffici comunali, stanno impedendo che ciò avvenga.

L'Acgo - Associazione culturale giovani ortonesi, diretta dal presidente Claudio Di Lizio, ha presentato una richiesta riguardante la custodia del campetto, una gestione che comprende l’apertura e la chiusura dell’impianto, l’accensione e spegnimento delle luci e la pulizia, tutto a titolo gratuito. La richiesta stessa risale al 31 ottobre 2013, ma da allora l'associazione non è riuscita ancora a venirne a capo, nonostante l'apparente disponibilità dell'amministrazione comunale alla proposta.

«Tante le carte da sbrigare, fino a venti giorni fa», sostiene Di Lizio, «sono trascorsi quasi tre anni da quando abbiamo presentato la prima richiesta. È incredibile come non si riesca a trovare una soluzione. Eppure non vogliamo ricavi, ci teniamo solo a fare qualcosa di buono per il nostro Comune». Ma a quanto pare anche ciò diventa un'impresa: «Speriamo», conclude il presidente dell'Associazione culturale giovani ortonesi, «che tra le mille procedure utili alla causa, si riesca in breve tempo ad ottenere la custodia dell'impianto». Ma va rimarcato ulteriormente che a quest'ultimo va ridato un decoro che passa, in primis e soprattutto, attraverso un'idonea sicurezza a tutela di chi lo frequenta. (a.s.)

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