Campi danneggiati In cento diffidano Regione e Provincia

Non sono più in grado di lavorare e mantenere le famiglie L’avvocato Paganelli: da 7 mesi attendono i lavori promessi
VASTO. Alcuni di loro abitano a Cupello, altri a Fresagrandinaria, altri ancora sono di Vasto e San Salvo, ma vivono con i prodotti delle terre che hanno in valle Treste. Un plotone formato da un centinaio di agricoltori stanco di sopportare danni a causa della mancata cura del territorio ha diffidato le istituzioni. «Se necessario chiederemo aiuto alla magistratura», dicono «non è giusto vivere nel disinteresse». Tutto ha inizio 7 mesi fa. Dopo i danni provocati dall'alluvione a ottobre 2015 la Regione e la Provincia fanno sopralluoghi e promettono interventi di riparazione.
«Non è successo niente di tutto questo. Nè la Regione nè la Provincia hanno provveduto a risistemare gli argini del Treste e i canali di scolo». Basta un acquazzone, raccontano gli operatori agricoli, e le loro terre diventano acquitrini malsani. Stanchi di attendere una risposta si sono rivolti all'avvocato Carmelina Paganelli. Il legale ha provveduto ad inviare una diffida alle autorità preposte.
«La diffida è stata inviata per conoscenza anche ai Comuni affinché ognuno faccia la propria parte per mettere fine ad una situazione che non è più sostenibile», dicono gli agricoltori. «La crisi non dà affatto una mano al settore. Se poi i frutti del nostro lavoro sono vanificati per colpa dell'incuria o di mancanti interventi, è davvero difficile riuscire ad andare avanti».
L'eccezionale accrescimento della portata d'acqua del Treste e la rottura degli argini provoca ad ogni pioggia straripamenti e l'erosione di tutta la fondovalle. Anche ieri pomeriggio con l'arrivo dell'ennesima perturbazione primaverile i cento firmatari della diffida sono stati con il fiato sospeso.«Va rimarcato che gli straripamenti si verificano per la cattiva manutenzione degli argini del fiume che da anni vengono trascurat», è sottolienato nella diffida scritta dall'avvocato Paganelli.
«L'alveo del fiume non viene pulito nè viene fatto lo sfalcio degli arbusti. I lavori di adeguamento della Provinciale in località Pantano hanno aggravato la situazione», denunciano gli agricoltori. «Nell'effettuare l'allargamento della carreggiata non sono stati relizzati i canali per lo scolo delle acque. E' inevitabile che l'acqua si spalmi sui nostri terreni. I canali di scolo sono stati eliminati. Le acque piovane che prima venivano incanalate verso il fiume finiscono sulle coltivazioni».
Gli agricoltori hanno subito e continuano a subire danni gravissimi. E non solo. Molti anziani che abitano vicino al fiume non possono più uscire da casa e muoversi autonomamente. L strada è diventata una passerella di fango. «Tutti i cittadini sono in pericolo per il rischio di possibili esondazioni e per il fango che invade la carreggiata in località Pantano tra il chilometro 8,500 e il chilometro 10,450 rendendo difficoltoso anche il passaggio dei mezzi di soccorso. E' già capitato che qualche ambulanza abbia incontrato non poche difficoltà per raggiungere pazienti della zona. Dopo aver ricordato di avere più volte cercato di sensibilizzare le istituzioni senza ottenere nessun riscontro l'esercito di agricoltori ha inviato la diffida alla Regione e alla Provincia. «Speriamo basti per evitare che accada l'irreparabile», dicono perplessi e preoccupati. L'auspicio è che l diffida basti a risolvere la situazione. «Abbiamo tutti il diritto di vivere sereni senza dover temere per la nostra incolumità e raccogliendo il frutto del nostro lavoro», affermano i cento capofamiglia .

