Campi di calcetto e basket ristrutturati dai giovani

Lanciano. Spazi in abbandono recuperati dai ragazzi di largo Tappia e Basketland «Abbiamo fatto squadra, superato barriere e pregiudizi. I vandali stiano alla larga»
LANCIANO. Hanno a cuore la città. Non sono affatto bamboccioni o choosy, sono ragazzi che si rimboccano le maniche e recuperano spazi lasciati nel degrado e che il Comune fa fatica a sistemare. Sono i giovani del laboratorio sociale di largo Tappia e quelli che organizzano Basketland che hanno rimesso a nuovo rispettivamente il campetto dei funai e quello di basket di villa delle Rose. Strutture che tornano a vivere, e sono usate per tornei di calcetto e basket che hanno anche fini solidali. Per quanto riguarda i funai il torneo di calcio a 5 è quasi agli sgoccioli. Ogni sera richiama decine di persone sui gradoni, come accadeva anni fa, prima che tutto finisse nel degrado. Lo storico campetto in cemento dell’ex istituto De Giorgio ha infatti accolto generazioni di ragazzi per tornei estivi di calcetto e pallavolo e per le attività legate alla scuola, mentre il pomeriggio era conteso dai ragazzini del quartiere, ma era abbandonato da anni: erbacce, vetri, recinzione divelta e porte a pezzi. Poi sono arrivati i ragazzi di Largo Tappia e quelli del quartiere a rimetterlo in sesto.
«Abbiamo preso rastrelli e pennelli, secchi e vernici a inizio maggio», dice Fabio Di Fabio, del laboratorio sociale, «perché volevamo restituire uno spazio di aggregazione ai ragazzi e ai bambini del quartiere. Per giorni abbiamo pulito il campo dagli escrementi dei cani, risaldato le porte da calcio dotate di nuove reti. Abbiamo creato un’area per lo sgambamento dei cani. Poi abbiamo cominciato a vedere ogni giorno altri ragazzi: quelli del quartiere che si sono messi a lavoro con noi». Una squadra di grandi e piccoli di varie etnie guidati dal sorriso e un unico ideale: ridare uno spazio vitale alla città. E ci sono riusciti, a spese zero per il Comune, visto che il campo è perfetto e ci si gioca. «Abbiamo fatto squadra», riprende Fabio, «superato barriere, pregiudizi e per amore della nostra città, dei beni comuni abbiamo recuperato questo spazio storico. E altri ne vogliamo recuperare».
Stessa volontà che anima Emanuele Di Campli, Matteo Maccarone e Nicoló Carosella che hanno ridato vita al campo di basket di Villa delle Rose. Lo hanno fatto per la seconda volta. «Già lo scorso anno», spiega Di Campli, «con la prima edizione di Basketland avevamo sistemato il campo. Spinti dalla passione per la palla a spicchi e dalla volontà di diffondere questo sport abbiamo rimesso canestri e rifatto il campo. Ma, dopo pochi giorni i vandali lo hanno distrutto: canestri a terra, scritte oscene. Ci riproviamo quest’anno. È tutto pronto e speriamo che anche dopo il torneo, dal domani al 5 agosto, possa restare alla città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

