Campitelli: sul gas dal lago decide il ministro

6 Marzo 2020

Bomba. L’assessore regionale e il progetto della Cmi: «Io sono per la salvaguardia dell’ambiente»

BOMBA. Estrazione del gas dal lago: si è svolto ieri mattina a Pescara l’incontro tra l’assessore regionale all'ambiente con delega all’energia e all'attività estrattiva, Nicola Campitelli, i sindaci del territorio Sangro-Aventino-Frentano, i tecnici regionali e le associazioni cittadine. L’incontro era sul progetto “Colle Santo” presentato dalla Cmi Energia Srl che prevede la realizzazione di un impianto estrattivo del metano nell’area del lago di Bomba, un gasdotto lungo 21 km nella zona della Val di Sangro e una raffineria nell’area industriale di Paglieta. «Ho voluto questo incontro», ha detto Campitelli, «per recepire le istanze del territorio al fine di essere al loro fianco per la salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini oltre ad acquisire tutti gli elementi tecnici che verranno valutati dal comitato Via. È bene ricordare che l’ultima parola sarà di competenza del ministro dell’ambiente Sergio Costa».
Per la terza volta in dieci anni e dopo due bocciature, la Cmi Energia Srl ha chiesto di revisionare i pareri, tutti negativi, ottenuti (CtVia, del 2018; MiBac e Regione Abruzzo, a gennaio del 2019) nella precedente istanza; il primo progetto, infatti, fu presentato nel 2005.
Ieri, alla fine dell’incontro, il Comitato dei sindaci del Sangro-Aventino-Frentano ha espresso la comune volontà per portare avanti un’azione collegiale ed esprimere le ragioni del “no”. «Manteniamo l’impegno della riunione che, sull’argomento, terremo lunedì prossimo, alle 17.30, nel Museo etnografico di Bomba al quale abbiamo invitato i parlamentari abruzzesi, sindaci, assessori e consiglieri regionali e del territorio», afferma Giulio Borrelli, sindaco di Atessa e portavoce del Comitato. «L’incontro, in ottemperanza alle linee guida del governo sull'emergenza coronavirus, si svolgerà a porte chiuse ma sarà trasmesso in streaming». I tempi sono stretti, entro il 15 marzo devono pervenire al ministero dell’Ambiente le osservazioni. Un’altra strada è però percorribile: Regione e Governo devono dare seguito alla richiesta, sottoscritta il 22 gennaio 2018 da Regione, Provincia di Chieti, Comuni di Bomba, Paglieta e altri 20 vicini e inoltrata al ministero dello Sviluppo economico, dove giace, di attestare che "il giacimento di gas naturale di Bomba non è sfruttabile a causa della delicata situazione idrogeologica dei luoghi».
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