Campo Di Meco, al vaglio le offerte di 7 ditte

Al bando per il terreno di gioco in erba sintetica hanno risposto 96 aziende: presto l’affidamento
LANCIANO. Sono 96 le dite che hanno risposto alla manifestazione di interesse per la sistemazione del campo in erba sintetica al campo “Marcello Di Meco”, intitolato al giovane calciatore scomparso. Mentre le società di calcio tra mille difficoltà cercano di riorganizzare le fila, il Comune va avanti con la sistemazione del campo dove la terra deve lasciare il posto all’erba sintetica che è sparita dai rettangoli di gioco cittadini. Infatti prima l’unico campo del genere era l’Esposito che però è in corso di smantellamento per far posto all’arena degli eventi del nascente Central park Valente. Quel che resta di quell’erba sono cumuli e rotoli messi ai margini della struttura.
A febbraio scorso, per un errore in un codice, il bando per il sintetico al Di Meco è stato annullato e rifatto in piena emergenza Covid. Il 5 marzo, mentre la pandemia toccava Lanciano con il primo caso, è stata pubblicata la manifestazione d’interesse a cui hanno risposto il 20, ben 96 ditte. Un numero notevole viste le difficoltà tra blocchi e emergenza sanitaria; ma il progetto da 500.000 euro era un’occasione di rilancio. Ma la procedura negoziata prevedeva solo 15 ditte in gara che sono state sorteggiate. Alla fine, il 20 aprile scorso hanno prestato un’offerta 7 società che ora, dopo le verifiche sulla documentazione attestante l’assenza di motivi di esclusione, passano al vaglio dell’offerta economica.
Sono: Ma.di Sport srl Pescara, Professionisti del paesaggio srl Roma, Centro Meridionale Costruzioni srl Casoria, Delfino Sport Mosciano Sant’Angelo, Impresa Carucci costruzioni Srl Salerno, Agro.green srl Torino e CLP costruzioni Pomigliano D’Arco.
«Vogliamo appaltare l’opera al più presto», dice l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «così da avere il campo pronto per la ripresa del campionato 2020-21, sperando che tutto possa tornare alla normalità».
Il Di Meco, diventato il campo di riferimento per molte società, attende anche il collaudo e l’apertura dei nuovi spogliatoi realizzati da un paio di anni grazie a un progetto di riqualificazione del rione Santa Rita. E proprio perché inseriti nel maxi bando da 2 milioni di euro che comprendeva anche altre opere (ad esempio il bocciodromo, due palazzi) devono essere collaudati assieme agli altri interventi. Il Comune sta però lavorando per dividerli e fare collaudi ad hoc. Prima del lockdown il Di Meco aveva riaccolto molti ragazzi e anche club amatori.
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