«Campus estivi, nessuna stangata sui disabili»

L’assessore Maretti replica alle associazioni: «Il Comune pagherà le ore di assistenza specialistica»
CHIETI. «Non esiste nessuna stangata: le famiglie con i bambini disabili che hanno bisogno dell’educatore dedicato non dovranno corrispondere affatto la quota settimanale che varia tra le 80 (mezza giornata) e le 105 euro (intera giornata), ma avranno 60 ore di assistente specialistico pagate dal Comune». Così il sindaco Diego Ferrara, l’assessore alle Politiche sociali Mara Maretti e la consigliera Valentina De Luca con delega alla famiglia smorzano la polemica sul campus estivo “Giocando s’impara”. Le proteste, ieri, sono arrivate da Federico Gallucci dell’associazione Theate Magnum e Anna Gloria Di Leo di Inclusiamo, mentre la consigliera di Azione politica Serena Pompilio ha presentato un’interrogazione.
«Per la prima volta il piano sociale distrettuale prevede risorse per la gestione dei ragazzi disabili», spiegano Ferrara, Maretti e De Luca, «dunque risorse previste proprio per tale figura e che saranno erogate direttamente ai gestori del campus che si accrediteranno. Inoltre il ministero ha stanziato risorse per i centri estivi e le recepiremo a breve in giunta con una delibera per l’accreditamento degli stessi, affinché tutte le famiglie che iscriveranno i propri figli nei centri accreditati potranno avere un rimborso il cui ammontare dipenderà dall’Isee così come si è fatto in questi due anni e mezzo, in cui abbiamo cercato di rendere ogni servizio il più inclusivo possibile». Quanto ai posti,il Comune afferma la volontà di vincolare l’accreditamento ai centri che garantiscano almeno due posti riservati a bambini che hanno bisogno dell’assistente dedicato. «Nel caso del campus», specificano, «si prevede un totale di 40 posti a settimana senza alcuna distinzione tra bambini normodotati e con disabilità, i 2 posti riservati, infatti, sono per i bambini la cui disabilità è tale da richiedere la presenza di un assistente dedicato per una più giusta inclusione. La scelta di prevedere due posti non deriva da insensibilità, bensì da una questione di spazi e organizzativa, ma chi non opera nella struttura e soprattutto non lavora con i bambini disabili non lo può sapere, però avrebbe potuto chiedere e questo non è accaduto». «Dispiace constatare», concludono, «quanto per la fretta di creare un caso o per essere stata forse informata male, la consigliera si sia fatta portatrice di disinformazione e, cosa gravissima, ai danni proprio di un’utenza delicata e speciale come quella che intendeva difendere. Se prima di denunciare le regole d’ingaggio del campus avesse verificato la situazione, oggi avrebbe evitato di allarmare inutilmente le famiglie, non collezionando, così, una bruttissima figura».
Da parte sua, Pompilio precisa come sullo stesso modulo di iscrizione per il campus estivo si legge che due posti a settimana sono riservati «a minori con disabilità, il cui costo assistenziale (educatore dedicato) sarà a carico della famiglia». (y.g.)
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