«Cancellate le caserme dai luoghi sensibili»

23 Gennaio 2019

Lanciano. Titolare di una sala slot fa ricorso contro la Regione. Il caso davanti alla Corte Costituzionale

LANCIANO. L’inserimento delle caserme tra i luoghi sensibili, vicino ai quali è vietato aprire sale da gioco, arriva all’esame della Corte Costituzionale. Si è tenuta ieri mattina l’udienza sul caso sollevato nel 2017 dal Tar Abruzzo, che aveva chiesto l’intervento della Consulta in seguito al ricorso presentato dalla titolare di una sala di Lanciano contro la legge regionale adottata nel 2013. Comune e questura avevano negato la licenza all’esercente sulla base della norma che vieta l’apertura di sale da gioco a una distanza inferiore a 300 metri da luoghi definiti “sensibili”, tra cui scuole, strutture sanitarie, impianti sportivi e, appunto, caserme. La legittimità costituzionale della norma abruzzese sarà esaminata dalla Consulta esclusivamente nella parte in cui include queste ultime tra i luoghi sensibili. Secondo gli avvocati dell’esercente, Angela Gemma e Marco Tronci di Roma, l’inclusione delle caserme tra i luoghi “off limits” travalica la tutela della salute, prerogativa grazie alla quale le Regioni possono intervenire nella limitazione del gioco autorizzato dallo Stato.
«I militari in servizio non rientrano nelle fasce sensibili, non sono a particolare rischio di ludopatia», hanno spiegato i due legali, «è del tutto irragionevole includere tra i punti sensibili luoghi con persone che svolgono un lavoro che richiede fermezza. In questo modo si dà alla legge un indirizzo politico espulsivo del gioco». Secondo l’Avvocatura della Regione, invece, la disposizione sulle caserme «non è irragionevole, vista la pressione psicologica a cui è sottoposto chi vi lavora». (s.so.)
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