Cancellati 105 residenti di comodo «Ora recuperiamo le tasse evase»

5 Aprile 2018

San Salvo. Case aperte d’estate alla Marina e chiuse nel resto dell’anno: primi risultati dalle verifiche L’assessore Raspa: chiederemo di pagare i tributi applicando le aliquote per le seconde abitazioni

SAN SALVO. Sono 105 le persone che in questi giorni verranno cancellate dall’elenco dei residenti di San Salvo. Esistono solo sulla carta. Residenti di comodo, con case aperte in estate ma chiuse negli altri mesi dell’anno. «Il doppio riscontro ci rende sicuri che si tratta di false residenze», dice l’assessore alla sicurezza urbana Fabio Raspa, «si tratta di un primo nucleo dell’indagine che sta continuando anche in questi mesi in altri centri residenziali».
Un lavoro dai tempi lunghi che arriva a un primo risultato con la scrematura di nomi e cognomi individuati nei mesi scorsi, restringendo il campo a quelli su cui si è certi per non esporsi a facili ricorsi. Oltre alla cancellazione dall’anagrafe e al recupero dei tributi locali potrebbero esserci risvolti penali: false dichiarazioni e truffa all’ente locale i reati contestati.
L’indagine è stata eseguita nel corso del 2017 dalla polizia locale di San Salvo guidata dal comandante Vincenzo Marchioli e dalla guardia di finanza. Nel fascicolo si contano 300 casi su cui l’ente ha avuto più di un sospetto. Le zone finite nella rete dei controlli sono via Caboto, via Magellano, via Vespucci, via Marco Polo, via Andrea Doria e via Berlinguer, tutte alla Marina. Altri controlli stanno proseguendo in via Baldacci, via Paolucci e nei complessi residenziali Le Nereidi, Shangrilà, Zodiaco e Aretusa, sempre alla Marina.
Un iter articolato con verifiche sul campo per attestare che l’alloggio non è abitato. «Come Comune ci apprestiamo a fare la cancellazione dalla nostra anagrafe per poi richiedere a questi falsi residenti il pagamento dei tributi locali applicando le aliquote previste per le seconde case», spiega l’assessore Raspa, «abbiamo scelto di concentrarci sui casi più evidenti, prima di procedere alla cancellazione della residenza dall’anagrafe», continua, «sono molto soddisfatto del lavoro svolto finora ed è il frutto dell’impegno nella lotta all’evasione fiscale».
L’ufficio tributi segnala, i casi passano in mano alla polizia municipale per i riscontri formali. Ed è un’attività dai tempi lunghi. Al di là della cancellazione dall’anagrafe bisogna andare a recuperare il gettito tramite le imposte che interessano l’Imu ma anche la Tari, per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, e la Tasi, per i cosiddetti servizi indivisibili. E perfino gli importi delle utenze come acqua ed elettricità che per le prime abitazioni prevedono una tariffa agevolata. Un percorso a ritroso che permette il recupero di quanto non pagato negli ultimi cinque anni.
«Un fenomeno, quello delle residenze fittizie, che stiamo contrastando insieme al fenomeno degli abusi edilizi», afferma il comandante Marchioli. Circa un mese fa, infatti, in un condominio in via Ripalta, a San Salvo, sono stati scoperti sottotetti registrati come ripostigli e adibiti ad appartamenti, oltre ad altre illegalità, come affitti in nero e allaccio abusivo alle utenze.
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